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Bagni accessibili ma non per tutti: "Nessun posto per cambiare e lavare i nostri figli adulti"

La denuncia di Marina Cometto, mamma di una donna gravemente disabile. "Da nessuna parte esiste uno spazio dedicato in cui possiamo cambiare i nostri figli comodamente. Finché i figli sono piccoli è un piccolo problema, ma con il tempo diventa sempre più grande. Tante famiglie fanno manovre acrobatiche, altre rinunciano, e molte escono di casa per breve tempo. Dobbiamo chiedere una legge per ottenere questa attenzione?"

12 aprile 2016

ROMA - Viaggiare o anche semplicemente muoversi non è facile, per chi ha una disabilità. E non è solo questione di barriere, architettoniche, sensoriali o culturali che siano. Marina Cometto, mamma di una donna gravemente disabile, ci parla qui di un ostacolo davvero difficile da superare per le famiglie come la sua: il cambio del pannolone. Un problema piccolo fin quando è piccolo anche il figlio: ma che diventa sempre più grande, quando questo cresce e diventa adulto. "Viaggiare, poter fare vita sociale e di relazione con un figlio con disabilità complessa che sia anche incontinente è davvero complicato - ci racconta Marina - Uno dei problemi più seri è il cambio del pannolone: un tema importante, che ha a che fare con la salute ma soprattutto con la dignità e la piena partecipazione della persona disabile alla vita sociale, fuori dalle quattro mura di casa sua".

Ed ecco in cosa consiste il problema: "In molti ipermercati, autogrill, ospedali, studi medici, aeroporti, stazioni ecc. sono previsti spazi appositi per cambiare il pannolino al bambino piccolo, neonato o di pochi anni: nessuno però ha mai pensato a quelle persone che, pur crescendo nell'età e nel fisico, non raggiungono il controllo fisiologico degli sfinteri e dipendono per tutta la vita dall'assistenza di chi condivide con loro la vita - spiega Cometto - E sono tante le persone con disabilità che non hanno alcuna autonomia fisica, quindi devono essere distese per cambiare il pannolone. Diversamente, dovranno rimanere anche molte ore con il pannolone sporco, oppure rinunciare a viaggiare, spostarsi, perfino uscire di casa se non per brevi periodi di tempo". Per Cometto, si tratta di "una limitazione non più accettabile: devo lasciare mia figlia, adulta, con lo stesso pannolone bagnato e sporco per tante ore solo perché non so dove e come cambiarla?"

Cosa significa questo per le famiglie? "Molti di noi si organizzano come possono, fanno acrobazie inimmaginabili pur di far stare il proprio caro pulito e in condizioni confortevoli. Alcuni si rassegnano a cambiarli davanti a tutti, altri ancora si rassegnano e non li cambiano: ma le complicanze dermatologiche e di infezione le pagano i nostri cari".

E dopo la denuncia, arriva la richiesta: "installare nei bagni per persone disabili un tavolo ampio, magari richiudibile. Questo dovrebbe esserci ovunque ci sia un wc accessibile. Perché insomma, ci siamo pure noi: e parlo a nome di mia figlia e di tanti altri come lei. O dobbiamo chiedere che sia scritta una legge per avere ciò che dovrebbe essere per il comune buon senso? Dobbiamo forse fare una raccolta di firme, perché sia riconosciuto il diritto di nostri figli a una vita sociale, senza che debbano però scegliere tra il disagio di essere sporchi e l'imbarazzo di essere cambiati davanti a tutti?".

(12 aprile 2016)

di d.marsicano

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