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In Accessibilità


Progettare una porta accessibile

Nella progettazione e nella scelta di una porta porta, sia essa di ingresso ad un edificio che interna si devono tenere in considerazione alcuni requisiti come la luce netta, il tipo di anta e la modalità di apertura.

9 gennaio 2015


Nella progettazione e nella scelta di una porta, sia essa di ingresso ad un edificio che interna, si devono tenere in considerazione alcuni requisiti che vanno dalla luce netta, ovvero lo spazio libero di passaggio, al tipo di apertura, alla sua tipologia (a battente, scorrevole, a libro, ecc.) agli spazi antistanti e retrostanti, alle finiture ed ai materiali, alla maniglia, alla spinta che deve essere esercitata per la sua apertura, agli eventuali meccanismi o automazioni che ne regolano apertura e chiusura; in sintesi,  anche per questo componente quando si affronta la progettazione possono entrare in gioco diverse variabili che vanno gestite in relazione al grado di fruibilità e comfort che si vuole ottenere, ai costi, alle caratteristiche dell’utenza.
Il Decreto 236 del 1989 dedica diversi articoli e grafici su questo argomento. Se ne riportano alcuni estratti.

Decreto Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236.



"Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche."
“Le porte di accesso di ogni unità ambientale devono essere facilmente manovrabili, di tipo e luce netta tali da consentire un agevole transito anche da parte di persona su sedia a ruote; il vano della porta e gli spazi antistanti e retrostanti devono essere complanari.
Occorre dimensionare adeguatamente gli spazi antistanti e retrostanti, con riferimento alle manovre da effettuare con la sedia a ruote, anche in rapporto al tipo di apertura.
Sono ammessi dislivelli in corrispondenza del vano della porta di accesso di una unità immobiliare, ovvero negli interventi di ristrutturazione, purché questi siano contenuti e tali comunque da non ostacolare il transito di una persona su sedia a ruote.

Per dimensioni, posizionamento e manovrabilità la porta deve essere tale da consentire una agevole apertura delle ante da entrambi i lati di utilizzo; sono consigliabili porte scorrevoli o porte con anta a libro, mentre devono essere evitate le porte girevoli, a ritorno automatico non ritardato e quelle vetrate se non fornite di accorgimenti per la sicurezza. Le porte vetrate devono essere facilmente individuabili mediante l’apposizione di opportuni segnali. Sono da preferire maniglie del tipo a leva opportunamente curvate ed arrotondate. “


Lo stesso decreto indica anche alcune specifiche funzionali e dimensionali:

“La luce netta della porta di accesso di ogni edificio e di ogni unità immobiliare deve essere di almeno 80 centimetri.
La luce netta delle altre porte deve essere di almeno 75 centimetri.
Gli spazi antistanti e retrostanti la porta devono essere dimensionati nel rispetto dei minimi previsti negli schemi grafici di seguito riportati.”
L’altezza delle maniglie deve essere compresa tra 85 e 95 centimetri (consigliata 90 centimetri).
Devono inoltre, essere preferite soluzioni per le quali le singole ante delle porte non abbiano larghezza superiore ai 120 centimetri, e gli eventuali vetri siano collocati ad una altezza di almeno 40 centimetri dal piano del pavimento.
L’anta mobile deve poter essere usata esercitando una pressione non superiore a 8 Kg.”


Immagine: i disegni sono dell'arch. Stephen Thorpe

di Daniela Orlandi

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