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In Accessibilità


L’esempio della Rocca di Gradara per l’accessibilità

I luoghi della cultura per migliorare le loro condizioni di accessibilità hanno bisogno di un approfondito studio preliminare e di una progettazione molto accurata.

7 novembre 2019

Per comprendere in che cosa consiste in questi luoghi intervenire con un progetto architettonico finalizzato al superamento delle barriere architettoniche è necessario fare una panoramica generale semplificata delle azioni da intraprendere, che sono:

  • analisi preliminare delle esigenze di fruizione sia del pubblico che del personale;
  • studio del luogo per valutarne le condizioni;
  • scelta delle soluzioni sulla base dei più stringenti elementi della tutela e del restauro;
  • progettazione di ogni aspetto, compreso quello strutturale;
  • realizzazione dell’intervento;
  • collaudo, messa in esercizio, nel caso dell’installazione dei meccanismi di sollevamento verticale.
Tutto questo, da parte degli esperti del settore, richiede per ogni singola situazione un preciso approfondimento e soluzioni specifiche. Tuttavia le esperienze già intraprese costituisco un utile bagaglio a cui riferirsi per migliorare e approcciare in modo sempre più consapevole agli interventi di valorizzazione del patrimonio culturale, nel rispetto dell’articolo 6 del Codice dei Beni culturali - D.Lgs.42/2004 - che esplicata in cosa consiste l’esercizio della valorizzazione. Considerandolo come l’insieme delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica “anche da parte delle persone diversamente abili”.
 
Un esempio di progettazione in tal senso, inaugurato a giugno 2019, è l’ascensore realizzato per rendere accessibile il primo e secondo piano della Rocca di Gradara.
L’intervento non è puntuale ma, parte di un progetto più ampio per realizzare «Un nuovo percorso per visitare Paolo e Francesca alla Rocca di Gradara”: un percorso di visita accessibile.
 
Il progetto è stato realizzato dal Polo Museale delle Marche in collaborazione con la Soprintendenza ABAP delle Marche. L’ascensore non solo è a servizio del pubblico ma anche del personale impiegato nella Rocca che deve raggiungere i locali al secondo piano.
La scelta di collocare l’ascensore all’interno di un preesistente vano contenete una scaletta lignea in disuso, dice l’architetto Bellesi (vedi nota), ha consentito di sfruttare una situazione già esistente demolendo la scala e sfruttando il foro di passaggio nel solaio.
L’architetto Bellesi ha sintetizzato lo svolgimento dei lavori per la realizzazione dell’intervento architettonico in cinque fasi:
Fase 1) protezioni e puntellamenti delle volte nelle sale adiacenti;
Fase 2) demolizione della prima rampa della scala lignea per poter praticare lo scavo della fondazione necessaria a reggere la struttura metallica dell’ascensore;
Fase 3) demolizione scale di legno fino al secondo piano e del piccolo bagno non più utilizzato;
Fase 4) puntellamento della volta reale in muratura di cui è stato poi allargato il foro e sua necessaria cerchiatura per il rinforzo locale della struttura voltata;
Fase 5) montaggio della struttura metallica di sostegno alla cabina dell’ascensore, che serve la Rocca dal piano terra al secondo piano.
 
Il progetto di “percorso di visita accessibile” comprendente l’ascensore consiste nella possibilità di accedere alle persone con disabilità e accompagnatori da un ingresso laterale carrabile fino all’inizio del ponte levatoio. Da qui, superato il ponte levatoio che è l’accesso comune a tutti i visitatori, si raggiunge il cortile dove inizia la visita alla Rocca con gli ambienti al piano terra. In prossimità della Cappella, sempre a questo piano, è collocato l’ascensore che, utilizzato con il personale di custodia, consente di raggiungere il primo piano dove c’è la camera di Francesca.
 
Per informazioni sulla Rocca è possibile accedere al sito web www.roccadigradara.org
 
Nota: La scheda è stata scritta con la collaborazione dell’architetto Rosella Bellesi della Soprintendenza Archeologia Bellesi Arti e Paesaggio delle Marche, in qualità di Responsabile Unico del Procedimento e Responsabile dei Lavori dell’intervento, che ringraziamo per la disponibilità.

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di Giuseppina Carella

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