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Luoghi della cultura: ricognizione sull’antincendio

Nella legge di bilancio 2019 è previsto che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali provveda ad una ricognizione finalizzata alla verifica della normativa antincendio e alla messa a norma

7 giugno 2019

La Legge 145/2018 all’art. 1, da comma 566 a 568 (legge di bilancio 2019), prescrive:
  • al comma 566, la ricognizione a cura del MiBAC entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (2 marzo 2019), in tutti gli istituti e i luoghi della cultura, nonché nelle sedi degli altri Ministeri vincolate, che siano soggetti al controllo di prevenzione degli incendi;
  • al comma 567, lo stesso MIBAC e gli altri Ministeri che hanno in uso tali immobili sono chiamati a provvedere, nei limiti delle risorse disponibili, alla messa a norma delle eventuali criticità rilevate, e all'adempimento delle eventuali prescrizioni impartite, secondo modalità e tempi stabiliti con uno o più decreti del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le amministrazioni interessate, previsti entro 60 giorni dalla scadenza del termine per l'effettuazione della ricognizione. Con lo stesso atto si prevedono, altresì, misure di sicurezza equivalenti eseguibili ai fini dell'adeguamento alle norme di prevenzione incendi, ovvero all'adempimento delle eventuali prescrizioni impartite, da attuare non oltre il 31 dicembre 2022;
  • al comma 568 sono indicate le disposizione finanziarie per l’attuazione delle misure precedenti.
La sicurezza antincendio negli luoghi della cultura, che deve essere anche affrontata in modo specifico riguardo alle attività che possono essere realizzate al loro interno (ad esempio: luogo tutelato destinato ad attività ricettiva) risulta un argomento di particolare interesse. Riguarda innanzitutto la salvaguardia dell’incolumità delle persone, tanto più considerando “i pubblici/utenti/utilizzatori con particolari esigenze”, come le persone con disabilità, da conciliare con i diversi aspetti d’attenzione per bene: la conservazione, la tutela e il restauro.
In linea generale, nelle regole tecniche di prevenzione sono date le prescrizioni per la progettazione antincendio degli edifici aperti al pubblico e sottoposti a tutela, rivolti a garantire contemporaneamente la sicurezza, ma anche la protezione sia degli edifici storici che degli oggetti in essi contenuti. Gli ambiti da considerare sono molto complessi e diversi tra loro. Richiedono di essere affrontati in modo coordinato al fine di realizzare le soluzioni più adatte. Le esigenze di conservazione del bene tutelato possono, in alcune circostanze, non consentire il rispetto delle prescrizioni antincendio, troppo vincolanti, e per questo sono previste “deroghe” e “misure di sicurezza equivalenti”. Questo tipo di soluzioni, attraverso un’attenta verifica, consentono di approntare, nella garanzia del risultato, azioni compensative che, semplificando, possono essere preventive e gestionali.
 
Un opportuno raccordo con la normativa antincendio è indicato nel DM 236/89, proprio per quanto attiene la progettazione accessibile. Il decreto, fornisce anche alcune prescrizioni di carattere tecnico. Mentre, le normative di riferimento specificatamente sulla sicurezza antincendio per gli edifici storici (per musei gallerie, esposizioni e mostre e per biblioteche e archivi) sono: il DM 569/1992 e il DPR 418/1995; le prescrizioni per le regole tecniche di prevenzione incendi sono al D.P.R. 151/2011 (al punto 72 dell’Allegato I – edifici sottoposti a tutela-).
Merita un sintetico accenno, anche perché interessa aspetti prettamente tecnici, la recente pubblicazione del DM 12 aprile 2019 (in Gazzetta Ufficiale il 23 aprile 2019) che modifica il Codice di prevenzione incendi - DM 3 agosto 2015- che riguarda anche i luoghi sottoposti a tutela, ai quali è possibile estende l’applicazione di metodologie antincendio più flessibili, come per le altre attività aperte al pubblico.
L’obiettivo del decreto è uniformare le modalità di valutazione e progettazione, attingendo a una maggiore gamma di soluzioni, nell’ottica di adeguare l’Italia ai principi internazionali.
 
 
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Immagine tratta da pixabay.com

 
 

di Giuseppina Carella

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