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Accessibilità dei terminali degli impianti

Tra gli elementi che devono avere requisiti di accessibilità ci sono i terminali degli impianti. Questi contribuiscono a rende un ambiente fruibile, a garantire autonomia e sicurezza e possono essere adattati alle specifiche necessità espresse dalla persona

11 dicembre 2019

I terminali degli impianti sono l’insieme di quegli elementi che vengono utilizzati per le funzioni di: collegamento agli impianti, accensione, spegnimento, regolazione, chiamata/comunicazione, in genere per l’attivazione di un segnale/impulso/comando.
Nella normativa vigente (DM 236/89- agli artt. 4.1.5 e 8.1.5.), per quanto riguarda l’accessibilità, i terminali degli impianti sono definiti come componenti degli ambienti/spazi, e sono: “gli apparecchi elettrici, i quadri generali, le valvole e i rubinetti di arresto delle varie utenze, i regolatori di impianti di riscaldamento e di condizionamento, i campanelli di allarme, i pulsanti di comando, i citofoni e i videocitofoni”.
I loro requisiti sono riferiti a un’adeguata posizione “planimetrica ed altimetrica” (dimensioni indicate nel decreto con alterezze da terra - compresa tra i 40 e i 140 centimetri – in uno specifico schema relativo al tipo di terminale) e a un’idonea tipologia.
Le caratteristiche sono essenzialmente relative alla loro posizione, utile a garantire una comoda raggiungibilità ed utilizzo da parte delle persone su sedia a ruote; alla sicurezza, in particolare per bambini e per persone con problemi cognitivi, anche con accorgimenti volti ad assicurare diverse modalità di comunicazione nei casi di necessità per chiunque; alla individuazione, anche da parte di coloro che hanno problemi della vista, anche in condizioni di scarsa visibilità (con soluzioni che possono essere, ad esempio, la differenziazione cromatica dei terminali rispetto al fondo e viceversa, con pittogrammi in rilievo e/o luminosi, scritte a rilievo, e ogni altro accorgimento utile a garantirne la prestazione).
 
Un utile supporto per gli aspetti relativi all’impiantistica elettrica è dato dal CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) attraverso le Norme tecniche rivolte a tecnici ed installatori.
Il CEI è l’associazione riconosciuta dallo Stato italiano e dall’Unione Europea per predisporre le norme tecniche alla base della realizzazione a “regola d’arte” dei prodotti, sistemi ed impianti elettrici. Il Comitato collabora, con suoi omologhi europei ed internazionali (sono il CENELEC - Comité Européen de Normalisation Electrotechnique e IEC - International Electrotechnical Commission), alla elaborazione e al recepimento delle normative europee ed internazionali.
Le Norme CEI costituiscono per le diverse figure tecniche e per i professionisti un riferimento univoco che raccorda le differenti prescrizioni di natura obbligatoria sia europee che internazionali.
Nello specifico ha definito, anche per i terminali degli impianti degli ambienti residenziali (unità immobiliari in condominio oppure mono o plurifamiliari), sia nuovi che oggetto di rifacimento o modifiche, da adottare su richiesta del committente con disabilità o con specifiche necessità, una specifica tecnica per “impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità”.
In questa le indicazioni sono incentrate sulla sicurezza e sulle esigenze dell’utilizzatore finale individuate in specifiche aree di applicazione: la gestione degli accessi, l’illuminazione e l’assistenza - e per ogni elemento sono definiti i requisiti di realizzazione (le dotazioni minime) in relazione alle diverse difficoltà esprimibili dalle persone.
Le soluzioni adottabili, tenuto conto anche di precise richieste sono, quindi, il risultato dell’unione tra le prestazioni richieste, la progettazione e le soluzioni impiantistiche elettriche. Tutto per contribuire a creare adeguati livelli di accessibilità e sicurezza.


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Immagine tratta da pixabay.com

di Giuseppina Carella

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