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Il Tar Lombardia dispone verifiche sull’ascensore

È l’ascensore il principale oggetto delle controversie condominiali. In questo caso i giudici amministrativi della Lombardia hanno emesso un’ordinanza con la quale dispongono un’apposita verifica all’installazione dell’ascensore.

13 marzo 2019

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) con l’ordinanza n.150 del 2019 – pubblicata il 31 gennaio del 2019 - si è espresso sull’installazione di un ascensore in condominio, in relazione alle diverse problematiche derivanti.
Il ricorso era stato presentato da alcuni condomini che hanno impugnato il permesso rilasciato dal comune per il completamento di un impianto ascensore nel vano della scala, chiedendo l'annullamento del provvedimento edilizio.
I giudici hanno disposto un’apposita verifica e la sospensione cautelare dei lavori (i giudici emetteranno la sentenza dopo aver acquisito gli elementi di accertamento disposti nell’ordinanza). Le motivazioni addotte nel provvedimento sono molteplici, individuate: nella possibilità che l’intervento possa costituire un rischio e compromettere la pubblica utilità, non garantire un tempestivo intervento in caso di necessità oltre che l’insorgenza di alterazioni delle condizioni di sicurezza e stabilità dell’immobile e l’impossibilità di realizzare il superamento delle barriere architettoniche.
 
Ma, in genere, perché gli interventi d’installazione di mezzi di collegamenti verticali negli immobili esistenti sono oggetto di così tante controversie condominiali? La ragione è da ricercare innanzitutto nel fatto che è necessario contemperare esigenze di diversa natura, in raccordo con le norme di settore.
Per dare un quadro sintetico e non esaustivo su alcuni aspetti, considerato che, nella generalità dei casi gli ambiti spaziano, dalla accessibilità degli edifici alle più specifiche materie tecniche, ricordiamo: nelle norme per il superamento delle barriere architettoniche – DM 236/89 – sulla garanzia dei soccorsi, per le scale comuni e quelle degli edifici aperti al pubblico allart. 4.1.10 è prescritto che “(…) la larghezza delle rampe e dei pianerottoli deve permettere il passaggio contemporaneo di due persone ed il passaggio orizzontale di una barella (…)”;  inoltre, per assicurare le condizioni di sicurezza all’art. 6: “L'installazione dell'ascensore all'interno del vano scala non deve compromettere la fruibilità delle rampe e dei ripiani orizzontali, soprattutto in relazione alla necessità di garantire un adeguato deflusso in caso di evacuazione in situazione di emergenza”.
Per quanto riguarda la sicurezza e la stabilità dell’immobile, condizioni imprescindibili in qualunque intervento edilizio, anche nel caso d’installazione di ascensore per il superamento delle barriere architettoniche, quando si interviene sulla struttura dell’edificio, i riferimenti sono: la normativa antisismica, la normativa sulla sicurezza ed antincendio, le norme igienico-sanitarie. Ancora, interviene la sfera della tutela dei diritti dei condomini; dell’utilizzo e delle innovazioni sulle parti comuni, nelle norme civilistiche. Il tutto alla luce delle sentenze che hanno segnato un più ampio approccio al riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità, con la definizione del principio della solidarietà condominiale, bilanciando i contrapposti interessi della persona con disabilità e degli altri condomini - nella prospettiva della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009-.
 
L’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) sede di MILANO, n° provv.: 201900150 è disponibile, con ricerca, nel portale - Giustizia Amministrativa - decisioni e pareri.
 
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di Giuseppina Carella

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