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Approvazione di opere per il superamento delle barriere architettoniche in condominio

Per realizzare gli interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche in condominio è necessario tenere in considerazione una serie di elementi e seguire un preciso iter.

20 novembre 2019

Gli interventi in questo caso sono quelli indicate all’art 1120 del Codice Civile – innovazioni - che elencandoli, riporta: “le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche”. Per gli interventi rientrati in questa tipologia il condomino o più condòmini fanno richiesta all’amministratore, che ai sensi dell’art.1120 c.c.: “è tenuto a convocare l'assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all'adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma. La richiesta deve contenere l'indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l'amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni”.
Nella procedura emerge un aspetto molto importante, e non trascurabile, riguardante la necessità, che dell’intervento venga preliminarmente verificata la fattibilità, per acquisire i dati utili alla richiesta e superare le criticità.
 
Affinché l’assemblea sia considerata valida e possa deliberare è necessaria la costituzione di un quorum costitutivo e di uno deliberativo (maggioranze necessarie per considerare costituita l’assemblea e deliberare).
Per il quorum costitutivo devono verificarsi entrambi i criteri – per intervenuti e per valore- ed in generale,  con queste condizioni:
in prima convocazione sono necessari:
– criterio per intervenuti: maggioranza condomini;
– criterio per valore: 667 millesimi (2/3 del valore dell’immobile);
in seconda convocazione:
– criterio per intervenuti: 1/3 condomini;
– criterio per valore: 334 millesimi (1/3 del valore dell’immobile).
 
Nel caso specifico degli interventi per il superamento delle barriere architettoniche la deliberazione del condominio, come da art.2 Legge 13/1989, è valida in prima ed in seconda convocazione raggiunto il quorum deliberativo indicato al comma 2 dell’art. 1120 c.c. e con le maggioranze al comma 2 dell’art.1136 c.c.: “con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio(pari a 500 millesimi valore dei voti favorevoli). È conseguente, che lo stesso quorum costitutivo, precedentemente indicato, in seconda convocazione, debba essere costituito da un numero di intervenuti che detengano almeno la metà del valore dell’immobile.
 
Il quorum deliberativo nel 2013 è stato innalzato con l’entrata in vigore della Legge 220/2012, che ha modificato la disciplina del condominio (precedentemente, in seconda convocazione, la deliberazione era valida con un numero di voti pari ad un terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio).
 
In mancanza di approvazione da parte dell’assemblea condominiale tuttavia, è sempre garantita la possibilità di realizzare comunque alcune soluzioni a spese dello stesso condomino richiedente, indicate al comma 2 art. 2 delle Legge 13/89:servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages”.
 
Esistono, invece, delle condizioni, per questo la fase di verifica preliminare alla richiesta al all’amministratore è fondamentale, per le quali non è possibile realizzare nessun tipo di intervento, anche se finalizzato al superare le barriere architettoniche, elencate all’art.1120 c.c: “sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino”.
 
Per sintetizzare l’iter per questa tipologia di interventi può essere sintetizzato in questi passaggi: verifica delle specifiche richieste del condomino; verifica dello stato dei luoghi; riscontro obiettivo delle possibili soluzioni adottabili a confronto con le condizioni dell’edificio e con gli interessi di tutti i condomini; predisposizione dei documenti per la richiesta all’amministratore.
 
Riferimenti normativi
  • Legge 220/2012
    Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici 
  • Legge 13/1989
    Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati
  • Codice Civile

di Giuseppina Carella

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