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In Accessibilità


La necessità di eliminare le barriere va oltre il vincolo storico dell’edificio

Questo è quanto affermato dalla Corte di cassazione che si è espressa in merito alla possibilità di istallare un ascensore in un edificio tutelato.

13 novembre 2019

La tutela degli edifici e la gestione delle soluzioni per superare le barriere architettoniche è uno argomento di particolare interesse, interessando due aspetti delicati: i diritti delle persone con disabilità e le soluzioni progettuali in contesti di particolare pregio. L’edificio tutelato deve essere preservato ed anche le opere per migliorare l’accessibilità possono essere negate quando recano pregiudizio alla stabilità ed al decoro architettonico.
 
Nel caso esaminato in una recente sentenza della Corte di cassazione (sentenza n.9101/2018 del 12/04/2018), la controversia riguarda l’apertura di una porta di accesso all’ascensore su un muro perimetrale in un’ area comune di un edificio tutelato, voluta da un condomino con disabilità alla quale si oppongono i vicini.
 
Nella sentenza la realizzazione dell’ascensore - la possibilità di apportare innovazioni che può essere decisa dai condomini nel rispetto dei limiti previsti dal Codice Civile della cosa comune - non costituisce una rilevante modificazione delle concrete modalità di godimento della cosa comune, rappresentando invece uno strumento imprescindibile a tutela dell'interesse della persona con disabilità. Inoltre, i giudici indicano che il vicino ricorrente non ha evidenziato quale fosse lo specifico e concreto disagio che l’innovazione ha determinato rispetto al precedente stato dei luoghi ed, escludendo  le condizioni di pregiudizio alla stabilità ed al decoro dell’edificio, danno ragione alla persona disabile: l'uso dell'ascensore è indispensabile per poter accedere alla abitazione e non sussistono motivi validi per poterlo impedire.
 
I principi ribaditi sono sia quelli della Legge 13/1989 rivolti a favori l’accessibilità degli edifici allo scopo di perseguire l’interesse generale ed che il principio della solidarietà condominiale “che implica il contemperamento di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all'eliminazione delle barriere architettoniche: si tratta infatti di un diritto fondamentale che prescinde dall'effettiva utilizzazione, da parte di costoro, degli edifici interessati e che conferisce comunque legittimità all'intervento innovativo, purché lo stesso sia idoneo, anche se non ad eliminare del tutto, quantomeno ad attenuare sensibilmente le condizioni di disagio nella fruizione del bene primario dell'abitazione ” (cfr sentenza).  
 
 
Per consultare e scaricare la sentenza è possibile accedere al portale della Corte Suprema di Cassazione http://www.italgiure.giustizia.it/sncass/ (dalla sezione – Per il cittadino – sentenze web -. Indirizzando la  ricerca selezionando in:  archivi sentenze: civile; tipo: sentenza; sezione: seconda;  anno: 2018.  Nelle pagine  web è riportata la sentenza).
 
Riferimenti normativi
 
  • D.P.R. 503/1996
Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici
  • Legge 13/1989
Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati"
  • D.M. 236/1989
Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche
  • Codice Civile

di Carella Giuseppina

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