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In Accessibilità


Barriere architettoniche e controversie condominiali. Le sentenze prima parte

Realizzare soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche è oggetto di numerose controversie condominiali che arrivano nei tribunali, dalle quali, nei diversi gradi di giudizio, emergono aspetti interessanti.

9 gennaio 2020

Le liti sono incentrate, per semplificare, essenzialmente sulla possibilità della persona con disabilità di poter modificare parti comuni per poter entrare ed uscire dalla abitazione in cui risiede e su come questo leda i diritti degli altri condomini.
 
Su questi argomenti, che nelle sentenze riguardano molte e diverse situazioni, i giudici nelle varie sedi hanno sottolineato e fornito interpretazioni delle leggi sia in materia di tutela delle persone con disabilità che sull’utilizzo della cosa comune.
 
Ripercorrere anche solo alcune di queste sentenze – l’ambito ed il numero è consistente – consente di ampliare gli argomenti normativi. Una base per un approccio ancora più consapevole alle soluzioni progettuali nel caso specifico dei condomini, ma anche in altre circostanze.
 
È la Corte costituzionale ad indicare il radicale mutamento di prospettiva rispetto al modo stesso di affrontare i problemi delle persone con disabilità, diventati tali da dover essere assunti dall’intera collettività. Questo è quanto introdotto dalle norme italiane sulla materia: legge 9 gennaio 1989 n.13 recante "Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati" e la legge 5 febbraio 1992, n.104, "Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” ed ancor più in ambito internazionale con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009.
La Legge 13/1989 e la Legge 104/1992 introducono di fatto disposizioni generali per la costruzione di edifici privati e per la ristrutturazione di quelli preesistenti, intese alla eliminazione delle barriere architettoniche, indipendentemente dalla effettiva utilizzazione degli stessi edifici da parte delle persone disabili. (Cassazione n.18334/2012 - Corte costituzionale sentenza n.167/1999).
 
Altro elemento importante è come la legge contempli i contrapporti interessi della proprietà e della mobilità del disabile, in modo da consentire la realizzazione del secondo incidendo al minimo sul primo, quando: in mancanza di approvazione da parte del condominio la persona disabile a proprie spese, può istallare il servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages. (Trib. Bologna Sez. III, 16/02/2010).
 
Per lo stesso concetto di disabilità, inoltre, la Cassazione fornisce un’interpretazione ampia, conseguenza di un nuovo approccio per quanto riguarda il diritto alla salute, non più semplice assenza di malattia, ma stato di benessere sia fisico che psichico. Questo, per estensione, rende applicabile la normativa concernente il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche anche alle persone che, abbiano comunque disagi fisici e difficoltà motorie derivanti dall’avanzata, non in condizione di handicap (Cassazione. n. 21748/2007 - Cassazione. civ. sez. II 28 marzo 2017 n.7938).
 
Ricordiamo, su questo argomento, che le stesse barriere architettoniche nella normativa vigente non producono una limitazioni alla mobilità, all’uso, all’orientamento ed alla riconoscibilità per un gruppo di persone (persone con disabilità) ma per “chiunque”. Su questo la Convenzione delle Nazioni Unite fornisce un’ulteriore estensione al concetto di accessibilità, che consiste nella possibilità per tutte le persone di partecipare a tutte le sfere della vita attiva.
 
Riferimenti normativi  
  • Legge 104/1992
Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate
  • D.P.R., n. 503. 1996
Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici
  • Legge 13/1989
Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati"
  • D.M. 236/1989
Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche

immagine tratta da pixabay.com

di Giuseppina Carella

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