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Detrazione Irpef ed interventi per il superamento delle barriere architettoniche. Le novità

Nella Guida della Agenzia delle Entrate per le ristrutturazioni edilizie appena pubblicata ci sono le novità introdotte per accedere alle agevolazioni fiscali. Nel sito Enea è pubblicata la nota per la trasmissione dei dati estesa anche alle ristrutturazioni

5 aprile 2018

Tra queste di particolare rilevanza è quella disciplinata dall’articolo 16-bis del D.P.R. 917/86 (TUIR -Testo unico delle imposte sui redditi-) che prevede la detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare). Con la legge di bilancio 2018 (Legge n. 205/17) la misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018, con il maggior importo del 50% della detrazione Irpef e con il limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, ripartita in dieci rate dello stesso importo.
 
Gli interventi interessati sono quelli per il recupero del patrimonio edilizio e tra questi sono compresi quelli per il superamento delle barriere architettoniche, che interessano sia le singole unità immobiliari che le parti comuni degli edifici residenziali.
 
I lavori indicati nella guida sono:
“I lavori finalizzati: - all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione) - alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.” 
 
Un’ulteriore precisazione su quali sono gli interventi è contenuta nella Circolare del 24/02/1998 n. 57 - Min. Finanze - Dip. Entrate Aff. Giuridici Serv. III - definizione di: Eliminazione delle barriere architettoniche (legge 9 gennaio 1989, n. 13 e D.M. 14 giugno 1989, n. 236). Trattasi di opere che possono essere realizzate sia sulle parti comuni che sulle unità immobiliari e si riferiscono a diverse categorie di lavori: la sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti), il rifacimento o l'adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori), gli interventi di natura edilizia più rilevante, quali il rifacimento di scale ed ascensori, l'inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici. In linea generale le opere finalizzate all'eliminazione delle barriere architettoniche sono inseribili nella manutenzione straordinaria.
 
Tra le novità del 2018 ci sono due aspetti particolarmente interessanti: l’ampliamento della platea dei destinatari della agevolazione e un nuovo adempimento di comunicazione all’Enea.
nuovi destinatari delle detrazioni sono: gli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp); i soggetti che hanno le stesse finalità purché già operanti alla data del 31 dicembre 2013 e le cooperative di abitazione a proprietà divisa o indivisa di edifici adibiti a edilizia residenziale pubblica.
La comunicazione all’Enea, fino ad ora prevista per gli interventi di riqualificazione energetica, è stata estesa anche agli altri interventi al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito con la realizzazione dei lavori.
Tuttavia, nel caso specifico degli interventi finalizzati all’ abbattimento delle barriere architettoniche, considerata la diversità di interventi realizzabili, si attendono ulteriori indicazioni su possibili eccezioni. Questo in ragione del fatto che alcuni di questi interventi non incidono sull’assetto energetico dell’edificio e quindi sul risparmio prodotto, dato utile per le intenzioni del monitoraggio conseguente la comunicazione.
 
In particolare pensiamo a quegli interventi agevolabili “alternativamente” sia come ristrutturazione edilizia che come spese sanitarie: la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni; l’adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella; l’installazione e manutenzione della pedana di sollevamento installata nell’abitazione del soggetto con disabilità.
Così come qualche considerazione deve essere fatta per le altre tipologie di interventi, sempre rientranti tra quelli indirizzati al superamento delle barriere architettoniche, quali ad esempio l’istallazione dell’ascensore, e per quella più vasta casistica di lavori che sono “assorbiti” dalla categoria di intervento edilizio superiore.
Un esempio, per semplificare, può essere quello dell’ampliamento della dimensione delle porte per agevolare il passaggio della sedia a ruote all’interno di un appartamento. Questo è un intervento rivolto ad agevolare la mobilità ma, poiché viene realizzata una modesta demolizione della muratura, viene assorbito nella categoria di lavori superiore: manutenzione straordinaria - indicati alla lettera b) dell’articolo 3 del Testo Unico dell’edilizia - DPR 380/2001-. Anche in questo caso, e salvo diverse indicazione, sebbene le modifiche siano solo interne alla abitazione, sarebbe comunque necessaria la comunicazione all’Enea.
 
Nel sito web dell’ENEA è in evidenza la prossima attivazione del nuovo portale per l’invio dei dati ed è richiamata l’emanazione dei decreti relativi agli aspetti tecnici e procedurali in attuazione delle disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2018.

È pubblicata nel sito web http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/ la nota nella quale ENEA ritiene che sia necessaria la trasmissione solo per interventi che incidono sul risparmio energetico dell’immobile.

Per ogni ulteriore informazione sulle agevolazioni fiscali è opportuno consultare il sito web della Agenzia delle Entrate alle sezioni specifiche.


Immagine tratta da pixabay.com

di Giuseppina Carella

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