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Titoli abilitativi per interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche

Con l’applicazione delle norme sulla semplificazione amministrativa i titoli abilitativi per l’eliminazione delle barriere architettoniche sono individuati in: attività libera e comunicazione inizio lavori asseverata.

10 marzo 2021

Gli interventi edilizi sono soggetti ad un regime amministrativo con titoli abilitativi specifici, che in relazione alla attività edilizia e secondo la legislazione edilizia vengono applicati alle diverse situazioni.
Questo comporta la corretta individuazione della tipologia di intervento che viene realizzato secondo la definizione contenuta nel DPR 380/2001 art.3 che li distingue in:
a) "interventi di manutenzione ordinaria"; b) "interventi di manutenzione straordinaria"; c) "interventi di restauro e di risanamento conservativo"; d) "interventi di ristrutturazione edilizia"; e) "interventi di nuova costruzione; f) gli "interventi di ristrutturazione urbanistica.
 
Con l’entrata in vigore del D.Lgs 222/2016 (nell’ambito della riforma per la semplificazione amministrativa che in questo caso ha indicato l’adozione di una medesima modulistica per le amministrazioni), che ha apportato modifiche al DPR 380/2001, i titoli abilitativi sono individuati in: edilizia libera (senza necessità di alcun titolo), CILA (comunicazione inizio attività asseverata), SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), SCIA alternativa (segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire), PdC (Permesso di costruire). Ricordiamo che Comuni e Regioni sono sati chiamati alla adozione delle indicazioni del D.Lgs 222/2016 per, come nelle intenzioni, garantire l’omogeneità del regime edilizio da applicare sull’intero territorio nazionale. Le amministrazioni pubbliche provvedono a rendere facilmente reperibili i relativi formulari (scaricabili in genere dai loro siti web).
 
Nel caso in cui per la realizzazione dell’intervento siano necessari altri titoli di legittimazione questi vanno acquisiti preventivamente nel rispetto della normativa antisismica, della sicurezza, dell’antincendio, delle norme igienico-sanitarie, delle norme sulla efficienza energetica e della tutela dal rischio idrogeologico, del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42. Inoltre, sono sempre fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.
 
Per quanto riguarda gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche sono realizzabili in regime di edilizia libera e con CILA (come indicati nella Tab. a allegata al D.Lgs 222/16).
 
Il primo caso si riferisce all’attività riguardante gli interventi per i quali non è necessario alcun titolo abilitativo – al DPR 380/2001 all’art. 6 - Attività edilizia libera - al comma 1 lettera b): “gli interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio”. Sono gli interventi che quindi non comportano la realizzazione di ascensori esterni ovvero di manufatti che possano alterare la sagoma dell’edificio.
 
Il secondo caso si riferisce alla CILA – al DPR 380/2011 all’art. 6-bis. - Interventi subordinati a comunicazione di inizio lavori asseverata - con la quale, il comma 2 cita: “L'interessato trasmette all'amministrazione comunale l'elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio; la comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.”
 
In questo caso ricadono gli interventi rivolti all’eliminazione delle barriere architettoniche (pesanti); desunti dalla legge, sono quelli che comportano la realizzazione di ascensori esterni ovvero di manufatti che possono altare la sagoma dell’edificio.
 
È necessario sottolineare come l’intervento progettato per il superamento delle barriere architettoniche frequentemente possa risultare “inglobato”, ad esempio in un più ampio intervento di ristrutturazione edilizia dell’immobile, ragione per cui è necessario fare ricorso anche ad titoli abilitativi definiti nel DPR 380/2001 -Testo Unico per l’Edilizia (TUE) diversi da quelli indicati precedentemente.
 
Il Decreto legge 76/2020, convertito dalla Legge 120/2020, ha introdotto numerose modifiche al testo unico dell’edilizia, anche la possibilità di aumento di volume per interventi di accessibilità. Il decreto è intervenuto, con l’art.10, sulla definizione di ristrutturazione edilizia: demolizione e ricostruzione e aumento di volume.
In particolare ha modificato in modo sostanziale l’articolo 3, co 1, lettera d), del DPR 380/2001- relativamente alla definizione degli interventi di ristrutturazione edilizia, indicando: ”(…) Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico”.
 
Per la specificità dell’argomento, prettamente tecnico, è necessario il supporto di tecnici competenti in grado sia di approcciare correttamente alla soluzione progettuale per l’accessibilità nel rispetto di tutte le norme vigenti che di individuare il corrispondente titolo edilizio.
 
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Immagine tratta da pixabay.com

di Giuseppina Carella

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