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Interventi di ristrutturazione edilizia: documenti da conservare in caso di detrazione fiscale

L’Agenzia delle Entrate può richiedere la documentazione con la quale si attesta di avere eseguito gli adempimenti previsti per avvalersi dello sgravio fiscale - detrazione Irpef - per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

20 marzo 2019

La detrazione spetta a coloro che sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) ed è applicata sulle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione realizzati su singole unità abitative e su parti comuni di edifici residenziali.
La detrazione, fissata per legge al 36%, da calcolare su un importo massimo di spesa 48.000 euro. La misura è stata introdotta dall’art.1 comma 1 della legge 449/97 ed è stata resa permanente dall’art.4 del D.L. 201/11 che ha introdotto l’art.16 bis nel TUIR.
È stata successivamente elevata e prorogata, nelle misure agevolative previste dalle leggi di bilancio, al 50% da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro.

Tra gli interventi di ristrutturazione sono compresi:
  • i lavori effettuati per l'eliminazione delle barriere architettoniche;
  • i lavori eseguiti per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano idonei a favorire la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave, ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge n.104 del 1992, realizzati sugli immobili.
 
Gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche riguardano diverse categorie di lavori che abbiano le caratteristiche tecniche previste dalla normativa vigente in materia (D.M. 236/89). I lavori non identificabili come interventi di abbattimento delle barriere architettoniche danno comunque diritto alla detrazione, secondo le regole vigenti, qualora possano configurarsi quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria (circolare n. 13/E del 6 febbraio 2001).
 
Per ottemperare alle richieste di esibizione della documentazione (il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 2 novembre 2011 - Prot.n.2011/149646 - elencata la documentazione da conservare) da parte degli uffici della Agenzia delle Entrate, è necessario conservare:
  • le fatture e le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;
  • le ricevute dei bonifici di pagamento; le ricevute di pagamento avvenute con altre modalità quando non è possibile pagare con bonifico (ad esempio per il pagamento degli oneri di urbanizzazione);
  • le abilitazioni amministrative - titoli abilitativi: concessione, autorizzazione e comunicazione di inizio lavori - richieste dalla legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare. Nel caso di lavori agevolabili per i quali non è necessario alcun titolo (attività in edilizia libera) bisogna produrre la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000 con indicata: la data di inizio dei lavori. Con l’attestazione che, gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente;
  • la domanda di accatastamento nel caso di immobili non ancora censiti;
  • le ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, se dovuta;
  • la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali e la tabella millesimale di ripartizione delle spese. Può verificarsi la circostanza nella quale non c’è la delibera dell’assemblea condominiale, ma l’autorizzazione del Comune alla realizzazione dell’intervento. Questo può avvenire nel caso di installazione, da parte di un singolo condomino, dell’ascensore su parte comune del fabbricato; l’intervento è considerato tra quelli finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche ed è realizzabile in assenza di approvazione da parte della assemblea di condominio (risoluzione n.264/E del 25 giugno 2008);
  • la dichiarazione di consenso del possessore all'esecuzione dei lavori, in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
  • la comunicazione alla Azienda Sanitaria Locale, nei casi previsti dalle norme per la sicurezza nei cantieri.
L’obbligo a realizzare tale comunicazione - notifica preliminare all’Asl e alla Direzione provinciale del Lavoro territorialmente competente – sussiste ed è obbligatoria nei casi descritti all’art.99 del D.Lgs. 81/2008 ss.mm “di cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea; cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nell’ipotesi precedente per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera; cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini/giorno.” L’unico caso in cui non sussiste l’obbligo dell’invio di notifica è quello con in cui le opere vengono realizzate da un’unica impresa per una durata presunta del lavoro inferire a 200 uomini/giorno.
 
© Copyright SuperAbile Articolo liberamente riproducibile citando fonte e autore

di Giuseppina Carella

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