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Battaglia vinta per Emo Gruppioni, “l’ascensore si farà”

Sarà inserito all’interno del Superbonus 110%. La figlia: “15 anni di ‘reclusione’ non glieli renderà nessun, ma mi batterò per fargli vivere serenamente i prossimi anni”

7 ottobre 2021

ROMA - “Siamo felici che Emo Gruppioni abbia vinto la sua battaglia e possa inserire l’ascensore condominiale all’interno del Superbonus 110%. C’è riuscito grazie, soprattutto, alla temerarietà della figlia Elisa, che non si è mai data per vinta. Non dobbiamo abbandonare questa famiglia proprio ora, perché l’ascensore si farà e è il loro più grande ostacolo alla normalità, ma dobbiamo aiutarli ad abbattere le altre barriere, architettoniche e non, che limitano la loro vita”. Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare - Associazione Proprietari Immobiliari commenta così l’esito positivo della vicenda bolognese, che è divenuto un caso nazionale. A sostegno dell'uomo disabile, bloccato in casa da 15 anni, erano intervenuti il rapper milanese J-Ax, l’ex sindaco Virginio Merola e il nuovo Sindaco Matteo Lepore. 

"Benché Elisa Gruppioni (con delega del padre) abbia avuto l’assenso finale all’asseverazione dell’ascensore all’interno del Superbonus, il 30 luglio un condomino ha impugnato la delibera e la paura di Elisa era di non riuscire a rispettare i tempi del Superbonus 110% per via della mediazione", ricostruisce Confabitare. Condomino che ora "è tornato sui suoi passi".“Siamo felicissimi per la notizia e siamo molto grati a Confabitare per il supporto in tutti questi mesi, all’attenzione dei media grazie ai quali J-Ax, il cui contributo son convinta sia stato determinante, è venuto a conoscenza della vicenda e grazie al Sindaco di Bologna che mi ha mostrato il suo supporto non appena è venuto a conoscenza della situazione di mio padre. - sottolinea la figlia - Ci sono altre barriere da abbattere e i 15 anni di ‘reclusione’ non glieli renderà nessun, però mi batterò a fargli vivere serenamente i prossimi anni”.
“Voglio sperare in una presa di coscienza del condomino che si è ritirato - commenta Elisa Gruppioni - e anche degli altri 10 che non volevano l’ascensore, a volte si è assorti nella propria quotidianità e non ci si accorge delle infinite opportunità che si hanno di aiutare il nostro prossimo. Mia mamma ricorda con nostalgia i tempi in cui tutti nel condominio andavamo d’accordo, il periodo coincide con quando i miei stavano bene e non erano percepiti come un peso. Benché alla riunione condominiale del 7 luglio - prosegue Confabitare - si sia deliberato per l’installazione della piattaforma elevatrice solo 9 condomini su 20 si sono detti favorevoli (per il Superbonus bastano 1/3 dei proprietari favorevoli e non i 500 millesimi). Dunque anche se alla fine si procederà con l'installazione i Gruppioni dovranno fronteggiare 11 persone di fatto contrarie all’ascensore”.

“Essere in disaccordo con un condomino per molti può considerarsi la normalità e neanche un grosso peso, ma come società non possiamo permettere che persone come Emo e la moglie, la cui vita si identifica con la casa, siano percepite come un peso da 11 condomini pur non arrecando alcun danno ai vicini - continua Alberto Zanni - questo non è un problema dei Gruppioni, è un problema di tutti”.
A complicare la vita di Emo è anche l'accessibilità del bagno: "Quello attuale va ristrutturato perché non idoneo ad un disabile e per ristrutturarlo ci vogliono circa 10.000 euro. - commenta l'associazione - Elisa ha un buon lavoro, ma parte del suo stipendio ogni mese lo spende per le esigenze di salute dei genitori, che purtroppo hanno un Isee di 8.737 euro l’anno, relativo alla sola pensione di Emo (perché la mamma, anziana la cui salute è evidentemente compromessa, pur disabile al 90% non percepisce alcuna pensione né di invalidità, né sociale, a causa dei limiti di reddito) e un reddito complessivo di circa 13.700 euro l’anno, non sufficienti a far fronte alle esigenze di salute di entrambi, dunque avendo mensilmente questa necessità non riesce a mettere nulla da parte".

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