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Housing sociale, nascono i “Borghi per l'abitare” destinati ad anziani e disabili

In provincia di Varese parte il progetto realizzato da Fondazione Sacra Famiglia: 11 appartamenti sono destinati a persone anziane o con disabilità troppo fragili per abitare da sole ma ancora autonome

6 maggio 2021

MILANO - Si chiama i “Borghi per l’abitare” il primo progetto di housing sociale realizzato da Fondazione Sacra Famiglia. Undici appartamenti di recente realizzazione accoglieranno persone con fragilità, garantendo loro la possibilità di vivere in autonomia e di accedere a servizi sociosanitari in caso di necessità, nei comuni di Leggiuno e Cocquio Trevisago, in provincia di Varese. “Gli appartamenti sono adatti a chi necessita di aiuto nello svolgimento delle attività quotidiane del vivere e desidera abitare in un luogo che concili autonomia e relazione - commenta Laura Puddu, direttore delle sedi varesine di Fondazione Sacra Famiglia -. Il progetto è pensato per accogliere quelle persone troppo fragili per abitare da sole, ma allo stesso tempo troppo autonome per risiedere in una struttura residenziale per non autosufficienti”.

Alla funzionalità degli alloggi, confortevoli e completamente accessibili, si aggiungono una serie di servizi pensati per rispondere alle esigenze di persone che necessitano di un sostegno per la gestione della vita quotidiana. Il Borgo di Cocquio Trevisago è situato nel perimetro della sede di Sacra Famiglia e usufruisce dei suoi servizi di mensa e ambulatoriali. Sono 7 i bilocali composti da un ingresso, cucina con soggiorno, camera con due letti e bagno attrezzato che si affacciano su una corte comune. Il Borgo di Leggiuno è costituito da 4 bilocali accessibili e dotati di dispositivi domotici, all’interno di una palazzina di due piani con ascensore e cortile. Gli appartamenti sono costituiti da ingresso, cucina con sala da pranzo, camera da letto con due posti letto e bagno attrezzato.

Le famiglie e le persone fragili, segnalate dai Servizi Sociali dei Comuni di appartenenza, al momento dell’ingresso concordano un piano individualizzato che ha lo scopo di comprendere quali siano i bisogni specifici e attivare eventuali servizi aggiuntivi, come ad esempio il supporto infermieristico, quello di un operatore socio sanitario, le prestazioni di fisioterapia a domicilio e il servizio mensa. Le proposte di canone base previste sono quattro e dipendono dal tipo di occupazione e dal grado di supporto necessario concordato.

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