SuperAbile






In Accessibilità

Notizie


Mamma caregiver “regala il sole” a suo figlio: finalmente Simone abita al piano terra

È stato il regalo per il suo 25° compleanno: dopo una lunga battaglia, Sara Bonanno ha ricevuto dal Comune una casa al piano terra, in una palazzina dell'Ater: da 20 anni viveva in una casa al settimo piano, dove le barriere architettoniche impedivano a suo figlio di uscire dalla stanza. “E' finita una segregazione durata dieci anni: mi rendo conto ora di quanto mio figlio abbia sofferto questa violenza”

27 luglio 2020

ROMA - Nel mondo si contano tre milioni di persone con amputazione dell'arto superiore e solo in Italia sono circa quattromila l'anno, l'80% delle quali riguarda la mano. Per spingere ancora più in alto la frontiera delle tecnologie a favore di questi pazienti, Università Campus Bio-Medico di Roma e Inail hanno firmato un accordo di collaborazione per la realizzazione dei due progetti di ricerca - 'Wifi-Myohand' e 'ReGiveMeFive' - con un investimento congiunto totale superiore ai tre milioni di euro.

Il primo progetto riguarda un sistema impiantabile, ottimizzato per l'interfacciamento con il sistema nervoso periferico per il ripristino della percezione sensoriale nelle protesi di arto superiore, e punta alla realizzazione di un nuovo sistema wireless per il controllo attivo dei movimenti dell'arto bionico da parte del paziente. Il secondo guarda alle nuove frontiere in chirurgia protesica e punta a incrementare il numero di pazienti che usufruiscono della procedure piu' avanzate di chirurgia bionica per migliorare la condizione di salute generale del paziente amputato, ad esempio riducendo significativamente i dolori da arto fantasma cronico e quelli correlati all'integrazione fisica delle protesi con il moncone dell'arto.
 
I due progetti, entrambi della durata di 36 mesi, vedono coinvolte l'Area ricerca e formazione, l'Area sanitaria e l'Area tecnica di produzione del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio e le unità di ricerca dell'Università Campus Bio-Medico di Roma di Ortopedia e Traumatologia, di Robotica Avanzata e Tecnologie Centrate sulla Persona, di Neurologia, Neurofisiologia e Neurobiologia, di Medicina Fisica e Riabilitativa, di Neurofisiologia e Neuroingegneria dell'Interazione Uomo-Tecnologia. In entrambi i progetti è previsto inoltre il coinvolgimento, come partner, dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Cosi' in un comunicato Ucbm e Inail.
 
'Wifi-Myohand', progetto che prosegue una lunga scia di lavori realizzati nei laboratori dell'Universita' Campus Bio-Medico di Roma, grazie alla collaborazione tra ingegneri, ortopedici, neurologici e fisiatri, punta sullo sviluppo di una sistema di stimolazione completamente impiantabile per uso cronico, la miniaturizzazione degli elementi, il miglioramento delle tecniche di codificazione dell'attivita' muscolare e l'aumento del numero di comandi eseguibili dal paziente con la protesi d'arto. A coordinare il progetto saranno per UCBM la prof.ssa Loredana Zollo, ordinario di Bioingegneria industriale, e per Inail l'ing. Emanuele Gruppioni, direttore tecnico dell'Area ricerca e formazione del Centro Protesi di Vigorso di Budrio.
 
'ReGiveMeFive' vuole incrementare il numero di pazienti beneficiari della chirurgia bionica, definire procedure personalizzate di chirurgia bionica che rendano il moncone del paziente adattabile ai dispositivi protesici di ultima generazione, restituire la propriocezione dell'utente ovvero la capacita' di percepire la posizione del proprio corpo nello spazio, definire nuove linee guida e di sensibilizzazione del Servizio sanitario nazionale sulle revisioni del moncone di amputazione. I coordinatori del progetto saranno per UCBM il prof. Vincenzo Denaro, primario emerito e professore ordinario di Ortopedia, e per Inail l'ing. Gruppioni.
 
"Con questi due progetti il nostro Ateneo getta ancora una volta lo sguardo verso le frontiere della ricerca biomedica, quella di realizzare tecnologie sempre più avanzate e al contempo attente alle esigenze della persona- ha spiegato il rettore dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, Raffaele Calabro'- Tornare ad avere un arto non significa ancora un pieno ritorno alla vita normale se non consente il pieno reinserimento sociale e lavorativo: da anni la nostra università studia le soluzioni più all'avanguardia per accrescere il benessere di chi ne ha più bisogno. Permettere una reale diffusione di arti bionici che possano essere effettivamente utilizzati in attività lavorative e nella vita quotidiana rappresenta un reale contributo allo sviluppo della società in cui viviamo, e per questo siamo lieti di firmare un nuovo accordo con Inail".
 
"Per la nostra missione istituzionale- ha sottolineato il presidente dell'Inail, Franco Bettoni- la ricerca rappresenta una leva strategica fondamentale, in grado di produrre risultati di impatto rilevante sulla qualità della vita dei nostri assistiti e di sperimentare trattamenti sempre piu' efficaci per ridurre i tempi di recupero post-infortunio e migliorare i percorsi riabilitativi. L'accordo sottoscritto oggi con l'Università Campus Bio-Medico di Roma conferma una partnership ormai consolidata e rafforza ulteriormente la nostra sinergia con i principali enti accademici e di ricerca, finalizzata a creare una rete scientifica di eccellenza per la realizzazione di progetti di grande prospettiva in campo protesico e riabilitativo".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati