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Un parco accessibile a tutti, la sfida della cooperativa Yeah

Un parco divertimenti che sia davvero per tutti: è questa la sfida della cooperativa sociale veronese Yeah, da cinque anni impegnata nel garantire la piena accessibilità del famoso Gardaland

14 gennaio 2020

VERONA - Un parco divertimenti che sia davvero per tutti: è questa la sfida della cooperativa sociale veronese Yeah, da cinque anni impegnata nel garantire la piena accessibilità del famoso Gardaland. "Ci eravamo accorti che esistevano in questo parco divertimenti diverse problematiche e abbiamo presentato delle proposte per cercare di trovare insieme delle soluzioni, ad esempio il miglioramento dell’accessibilità delle informazioni – spiega il co-fondatore Fabio Lotti, responsabile dei servizi alle persone non vedenti, ipovedenti e alle loro famiglie -. Così, da una le mappe di Gardaland sono diventate 3, sono stati caricati nel sito internet pdf leggibili anche dagli e-reader con un tag per la navigazione intelligente del documento. Il nostro è un lavoro di progettazione con lo scopo di migliorare l’esperienza nel parco".

E continua: "L’innovazione della quale andiamo più orgogliosi, è il servizio “easy-rider”, che offre percorsi agevolati e attrazioni accessibili permettendo alla persona con disabilità di godersi al meglio l’esperienza del parco divertimenti. Lo scopo è di ottimizzare il tempo impiegato negli spostamenti per permettere all’ospite di visitare un maggior numero di attrazioni". L’impegno della cooperativa è improntato inoltre nel migliorare la user experience anche a livello web: "Molto spesso quando si parla di accessibilità vengono subito in mente le barriere architettoniche, ma noi cerchiamo di far capire alle aziende che è inutile essere accessibili in loco se non lo si è in rete – continua Lotti -. Per questo stiamo spingendo molto sulla certificazione volontaria a conferma dell’accessibilità del sito (secondo le linee guida del Consorzio W3c o legge 4 del 2004)"."Oltre con Gardaland, collaboriamo anche con realtà importanti come Atv e Mom, le due aziende di trasporti pubblici di Verona e Treviso – conclude Lotti -; con loro puntiamo a intervenire nella formazione degli autisti dei mezzi di trasporto per insegnare il metodo più adatto per relazionarsi a passeggeri con disabilità".

di Eleonora Camilli

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