SuperAbile






In Accessibilità

Notizie


Al concerto in sedia a ruote, impossibile vedere. La denuncia di Sofia Righetti

Un concerto rock all’Arena di Verona, il pubblico che si alza in piedi: dietro, 6 ragazzi in sedia a ruote che, da un momento all’altro, non vedono più nulla. Sofia Righetti: “Sono esausta. La nostra società non considera minimamente i diritti delle persone con disabilità”

9 settembre 2019

VERONA – “Rabbia? Tanta. Tantissima. Dover lottare ogni volta per le cose più stupide e banali, sentire la responsabilità che anche il tuo fidanzato ci va di mezzo quando le persone discriminano te con una superficialità inimmaginabile è una sensazione terribile”. Inizia così la denuncia su Facebook di Sofia Righetti, campionessa nazionale di sci alpino, modella e musicista veronese in sedia a ruote. La cosa stupida e banale a cui fa riferimento è il concerto del gruppo rock americano Evanescence di lunedì 2 settembre all’Arena di Verona. “Ho regolarmente pagato il biglietto – spiega –. Mi hanno posizionata nello spazio destinato alle persone in carrozzina, ossia di fianco alle poltrone in platea, una persona in carrozzina per fila, con vicino a me il mio ragazzo seduto sulla poltrona. Eravamo in sei in carrozzina”. Fin qui, nulla di strano, ma quando la band è entrata in scena, tutti si sono alzati in piedi: “Non si sono più riseduti, e da quel momento non ho più visto nulla”. È in quell’istante che comincia l’odissea: “La situazione era vergognosa. Le altre persone in carrozzina non sapevano che fare, come spostarsi. Io sono agile e veloce, sono corsa dalla security: mi hanno detto che le persone hanno diritto di alzarsi durante un concerto rock. Ho ribattuto che è un mio diritto come spettatrice guardare il concerto, e che era una grave discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, come afferma la legge 67/2006. L’uomo della security mi ha dato ragione”. Così, il primo spostamento: “Ci hanno messo presso il palco vicino a dei bidoni. La visuale era comunque limitata e il mio ragazzo non aveva un posto dove sedersi, se non a terra. Di fronte alle mie persistenti rimostranze – ho anche ricordato che c’erano anche altre 5 persone in carrozzina che non stavano vedendo nulla – su mio suggerimento ci hanno spostato a fianco delle poltronissime gold, dove c’era molto posto libero”. E così è stato: Sofia e le altre persone in sedia a ruote presenti al concerto, insieme con i loro accompagnatori, sono stati “ricollocati” davanti, sotto al palco, senza nessuno davanti. “A quel punto avevamo già perso metà concerto, appuntamento che stavamo aspettando da mesi”.
 
Sul post Facebook, tanti like e commenti di molte altre persone che si sono trovate nella medesima situazione, anche per eventi diversi: “Quando chiedo spiegazioni, mettono sempre avanti la sicurezza. Ora mi chiedo: se al concerto dei Kiss in Arena fanno esplodere centinaia di fuochi pirotecnici senza problema, davvero non si può trovare una soluzione più adeguata per le persone con disabilità?”. La soluzione, propone Sofia, potrebbe essere non tanto quella di utilizzare rampe e palchetti (“Spesso posizionati in spazi angusti: piccoli, lontani, dietro al mixer”), quanto quella di far accomodare le persone con disabilità al di là delle transenne, sotto al palco, dove solitamente stanno i fotografi, come già avviene, per esempio, al Metalcamp di Tolmino, sul confine tra Slovenia e Italia.
 
Perché, come ha spiegato a Disabili.comAgnese Villa Boccalari, “addossare la colpa di soluzioni inadeguate alla normativa vigente è certamente la soluzione più semplice, ma non la più corretta. Essa, infatti, con riferimento ai locali di pubblico spettacolo, lascia ampio spazio a nuove soluzioni progettuali fissando soltanto misure, proporzioni, distanze e l’eventuale presenza dei cosiddetti spazi calmi. Gli assurdi assetti di cui spesso si parla sono quindi anche frutto di una scarsa sensibilità progettuale, se così si può chiamare, che pervade il nostro Paese”.
 
Arena srl, la concessionaria che cura gli eventi extra lirica nell’anfiteatro scaligero, ha dichiarato ufficialmente che a ottobre convocherà tutti le società che organizzano spettacoli in Arena per chieder loro una maggior sensibilità – seguita da un impegno concreto – a riguardo. “È una vergogna – conclude Sofia –, poiché per colpa di una gestione sconsiderata e superficiale che viene poi raccapezzata a metà evento, per l’ennesima volta io e le altre persone in carrozzina, e i nostri compagni ed amici che erano con noi, abbiamo dovuto sentire tutto il peso di una società abilista che non considera minimamente i diritti delle persone disabili, anche negli eventi che dovrebbero essere vissuti con la massima serenità e spensieratezza, come appunto un evento rock in Arena”.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati