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SassieMurgia: scooter elettrici, Lis ed esperienze tattili

L'associazione, nata per iniziativa di un gruppo di operatori turistici, rivolge grande attenzione ai visitatori con bisogni particolari. “I Sassi possono essere, sopratutto per chi ha una disabilità visiva, un'esperienza sensoriale senza eguali”

17 agosto 2019

ROMA - Per quanto impervi e ostili, i Sassi di Matera possono regalare forti sensazioni e grandi emozioni anche a chi ha una disabilità. Su questa convinzione si basano i percorsi per tutti proposti dall’associazione culturale SassieMurgia, nata nel 2008 dall’iniziativa di un gruppo di operatori turistici, per promuovere e tutelare il territorio dei Sassi e la Murgia materana. Dopo i primi anni, l’attenzione dell’associazione si è rivolta ai turisti con bisogni particolari, come racconta Luca Petruzzellis, fondatore e responsabile dell’associazione, a Chiara Ludovisi, giornalista di Redattore sociale e autrice dell'inchiesta sulla cultura accessibile in Italia, pubblicata su SuperAbile Inail. “Tutto è iniziato per caso. Alla fine del 2011 ho ricevuto una richiesta di visita guidata dalla Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti): volevano vedere i Sassi e mi chiedevano come si potesse fare. Io non avevo alcuna esperienza, ero e sono una guida turistica, ma trovai questa richiesta molto stimolante. Iniziai così a studiare i bisogni di queste persone, entrai piano piano nel loro mondo e alla fine organizzammo questo tour, a cui parteciparono un centinaio di persone della Uici Basilicata. Fu un successo e così ci siamo appassionati. Nel corso del tempo abbiamo sviluppato l’idea di offrire servizi a persone con bisogni speciali. Oggi abbiamo compiuto un ulteriore passaggio: non proponiamo più visite guidate per persone con disabilità, ma per tutti, con un’attenzione particolare ai bisogni. Tutte le nostre guide sono in grado di offrire un servizio altamente personalizzato”.
 

I Sassi, un “paradiso” soprattutto per chi non vede

È così che Luca e i suoi colleghi hanno scoperto che i Sassi, “considerati da molti la barriera architettonica per antonomasia, possono diventare accessibile anche a chi si muove in carrozzina, ma soprattutto rappresentare un’esperienza particolarmente stimolante per chi ha una disabilità sensoriale: la loro conformazione, gli odori della macchia, la consistenza al tatto, la differenza di temperatura stimolano tutti i sensi. Alcuni visitatori ciechi mi hanno assicurato che qui per loro è “un paradiso”, perché ricevono molti stimoli e sensazioni”. Certamente più complicata è la visita ai Sassi per le persone con disabilità motoria. “Abbiamo però alcuni percorsi accessibili, che permettono anche a chi è in carrozzina di visitare alcuni monumenti. Facciamo visitare una chiesa rupestre e una bottega artigiana, per esempio, che ha predisposto una pedana mobile in legno”.
 

Sempre più turisti con disabilità a Matera

Sebbene gli itinerari per chi ha una disabilità motoria siano necessariamente limitati e vincolati all’unica carrabile esistente, “dal 2012 a oggi, il 18-20% delle persone che abbiamo accompagnato nei diversi tour ha una disabilità”, riferisce Petruzzellis. “Ciascuna di queste porta con sé familiari o amici: nessuno di loro sarebbe mai venuto a Matera se non ci fossimo stati noi a offrire questo tipo di servizi. Ecco perché considero l’accessibilità anche un ottimo affare, oltre che una sana e buona scelta: perché permette a noi guide turistiche di fare proposte diverse e di specializzarci”. Grazie alle sinergie costruite con le altre realtà del territorio, oggi SassieMurgia può contare, nell’organizzazione dei propri tour per tutti, su diversi servizi utili per i visitatori con disabilità: dal noleggio degli scooter elettrici per persone in carrozzina, molto richiesti anche dalle persone anziane, alle videoguide fruibili anche dai sordi grazie alla traduzione in Lis nella chiesta rupestre di San Pietro Barisano e nel parco della Murgia materana; dal noleggio con conducente di pulmini con pedana idraulica agli alberghi accessibili, dagli interpreti Lis agli accompagnatori per visitatori anziani o con disabilità sensoriali o motorie.
 

La visita dell'Aisla

“Un paio di mesi fa”, dice ancora Petruzzellis, “l’Aisla-Associazione italiana sclerosi amiotrofica ha voluto organizzare qui a Matera il suo congresso nazionale, per dimostrare che i Sassi sono veramente per tutti. Hanno chiesto aiuto alla nostra associazione, che ha organizzato itinerari e visite guidate: in due giorni abbiamo portato in giro una settantina di persone, soprattutto in carrozzina. È stata una bella esperienza, che ci ha dimostrato, una volta ancora, come Matera possa essere capitale non solo della cultura, ma anche della cultura accessibile”. Ma si potrebbe fare molto di più. “La nomina della nostra città a Capitale della cultura europea doveva essere un’occasione imperdibile per trasformare Matera dalle fondamenta. Inizialmente, soprattutto nel primo dossier Matera 2019 presentato per la candidatura, l’attenzione all’accessibilità era ben evidente, poi però è stato trascurato. Il programma culturale degli eventi prevede pochissimi servizi per i bisogni diversi: scarseggiano anche ausili semplici come mappe tattili, videoguide, elaborazioni multimediali che permettano a una persona in carrozzina di visitare un monumento con un paio di occhiali, non potendo raggiungerlo fisicamente. Possiamo dire che l’accessibilità è stata realizzata attraverso iniziative spot, singoli eventi dedicati al tema dell’inclusione. Ma questo non è ciò che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ci chiama a fare: in base a questa, tutto ciò che facciamo dovrebbe essere accessibile. A Matera, questo non si sta verificando: la maggior parte delle iniziative è pensata per chi vede, sente e deambula senza difficoltà. Fare accessibilità vera è faticoso, ma è questo che ci viene richiesto di fare. Noi cercheremo di farlo sempre meglio. Speriamo che ciascuno voglia fare la propria parte”.

di Chiara Ludovisi

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