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Città accessibili, l'Alleanza delle cooperative sostiene la candidatura di Bologna

La cooperazione bolognese aderisce all'appello dell'assessore comunale Lombardo per candidare la città all'edizione 2020. “Lavoriamo da sempre per l'inclusione delle persone fragili e condividiamo l'approccio di una candidatura collettiva che coinvolga la comunità”

21 giugno 2019

BOLOGNA – L'Alleanza delle cooperative italiane di Bologna aderisce all'appello dell'assessore alle Attività produttive del Comune, Marco Lombardo, per una candidatura collettiva di Bologna al Premio europeo delle città accessibili. “La cooperazione bolognese, da sempre, lavora sulle tematiche dell'inclusione sociale delle persone con più fragilità, con una concezione ampia del concetto legato alla disabilità – scrive l'alleanza nella lettera inviata all'assessore – Per questo condividiamo l'approccio di una candidatura collettiva che coinvolga tutta la comunità bolognese in modo trasversale”. Nell'appello, Lombardo, infatti, parlava di “una candidatura collettiva di comunità che ruoti attorno alla realizzazione di laboratori partecipativi sul tema dell'accessibilità che coinvolgano cittadini, associazioni, aziende, università, centri di ricerca, nei diversi settori dell'amministrazione locale” e di una candidatura che “non vuole essere solo una sfida del Comune, ma una sfida rivolta a tutta la comunità. Una sfida che si vince insieme. Persone con disabilità, familiari, associazioni del terzo settore, enti pubblici, consulte, imprese, cooperative sociali, formatori, educatori, cittadini”.

Il premio riguarda le città europee con più di 50 mila abitanti che si sono caratterizzate, nel corso dell'anno, per aver portato avanti più impegni rispetto ai pilastri della strategia europea della disabilità (casa, scuola, università, formazione professionale e lavoro, sport, cultura, salute e benessere, mobilità, trasporti, e-governement e servizi pubblici, progetti di vita indipendente). Per la cooperazione bolognese, resta centrale il tema dell'inclusione lavorativa delle persone disabili, da favorire anche con meccanismi premianti nelle gare pubbliche. “Anche il tema della dignità e del riscatto della persona attraverso il lavoro – si legge nella lettera - è un argomento a noi caro, che riguarda una responsabilità sociale del mondo imprenditoriale nel suo insieme e di tutti gli enti pubblici attraverso la leva strategica degli appalti, capaci, con l’utilizzo delle clausole sociali, di premiare chi concretamente opera nella direzione dell’inclusione lavorativa di persone con fragilità”. (lp)

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