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La montagna per tutti: pronto il primo sentiero accessibile di “Cammina Orobie”

Sarà inaugurato il 4 maggio il percorso accessibile anche alle persone in carrozzina. Alla fine del sentiero, sui Colli di San Fermo, un belvedere con tavole orientative consultabili anche stando seduti

26 aprile 2019

BERGAMO - La montagna per tutti, anche per chi raggiunge la vetta spingendo autonomamente una carrozzina. Sarà inaugurato il 4 maggio prossimo il primo sentiero accessibile creato nell’ambito di ‘Cammina Orobie’, l’evento promosso dalla Fondazione Angelo Custode, dal Cai e dell’Associazione Nazionale Alpini di Bergamo per permettere alle persone con disabilità di vivere la montagna insieme a tutti gli altri, seppur con ‘passo diverso’. Il progetto ‘Quote e Ruote’ ne sostiene il valore e promuove l’impegno per rendere fruibile e accessibile il percorso e ha seguito i lavori di adeguamento fin dalla sua presentazione, l’estate scorsa. Le opere relative al primo tratto sono nella fase finale e sui Colli di San Fermo è tutto pronto per l’inaugurazione.
 
“Il sentiero è segnalato da cartellonistica innovativa che indica, con icone nuove, l’adeguatezza del percorso ai diversi dispositivi, come Triride e Joelette, mentre al termine del sentiero, nel punto più panoramico, è stato creato un belvedere con tavole orientative sulle Orobie e su una porzione di Alpi ed Appennini consultabile anche stando seduti in carrozzina” spiega Massimo Lui, tra i sostenitori del progetto insieme ai responsabili Cai di Bergamo e Trescore Balneario, ai gruppi Alpini della Val Cavallina, del Basso Sebino e della Val Calepio e ai quattro comuni di Grone, Monasterolo del Castello, Casazza e Berzo San Fermo.
 
“Quello che ha portato all’accessibilità di questo primo sentiero è stato un proficuo lavoro di squadra – sottolinea Lui – che ha visto in primo piano la volontà di condividere con tutti la bellezza del nostro territorio. Sono molte le persone con disabilità amanti della montagna: a loro è giusto dare l’opportunità di frequentare questi territori insieme alle tante realtà associative, per ampliare la possibilità di praticare attività all’aria aperta a contatto con la natura”.
 
Il progetto ‘CamminaOrobie - In montagna insieme con passo diverso’ vuole valorizzare e rendere fruibile a tutti un angolo della Val Cavallina particolarmente suggestivo e panoramico, vicino al Monte Ballerino (1275 mt.). Un punto nel quale convergono diversi sentieri e stradine provenienti dai paesi della valle che costituiscono i Colli di San Fermo. E i lavori realizzati nel percorso dai Colli lo rendono accessibile a tutti: dai bambini agli anziani, alle persone in carrozzina. “Nello stesso tempo – spiegano gli organizzatori - il Belvedere del Monte Ballerino diventa un punto di interesse anche per gitanti ed escursionisti, quindi uno stimolo alla cura e valorizzazione della rete sentieristica circostante. Il percorso, una volta completato, sarà un anello lungo cinque chilometri.
 
“Le premesse sono buone – prosegue Massimo Lui - questo primo sentiero è solo l’inizio di una serie di progetti che riconsegneranno alle nostre montagne l’attenzione che meritano. Perché rendere accessibile un sentiero significa anche averne cura, richiamare l’attenzione di tutti, non solo di chi è in carrozzina, su quel territorio. Significa avvicinare ulteriormente l’uomo all’ambiente in cui si trova a vivere e rispettarlo”.
 
Il progetto Quote e Ruote nel complesso prevede l’adeguamento e la mappatura dei sentieri potenzialmente accessibili sulle alpi Orobie ma, anche, sul resto della catena alpina. In questo momento sono sotto osservazione altri due punti panoramici, con altrettanti rifugi, ma per avviare mappatura e lavori si è in attesa di alcuni punti di contatto con le realtà locali.
“La data per l’inaugurazione del sentiero non è stata scelta a caso – conclude Massimo Lui – perché cade una settimana prima del raduno nazionale degli alpini e il giorno stesso ci sarà un raduno Triride che vedrà sui Colli molte persone che utilizzano l’omonimo dispositivo che permette di gestire una carrozzina come fosse un motorino e che ha rivoluzionato culturalmente la vita di chi non può muoversi sulle proprie gambe”.

di Teresa Valiani

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