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Anziani, co-abitare per vincere la solitudine: Modena fa il bis

Co-abitare per sconfiggere la solitudine risparmiando sulle spese mediche e assistenziali. Un'idea che dà buoni risultati e che per questo è replicata a Modena dove è stata inaugurata "Cà Nostra 2"

28 marzo 2019

MODENA - Co-abitare per sconfiggere la solitudine risparmiando sulle spese mediche e assistenziali. Un'idea che si è rivelata vincente e che per questo sarà replicata a Modena dove è stata di recente inaugurata "Cà Nostra 2". In via Tignale del Garda nasce una nuova esperienza di cohousing, dopo la prima aperta nel 2016 sempre a Modena, che potrà ospitare fino a tre anziani non autosufficienti i quali vivranno insieme ai loro assistenti famigliari. Cà Nostra 2 "è un modello intermedio tra l'assistenza in struttura e a domicilio, sia come livello di cura che come costi" e "valorizza la condivisione delle risorse famigliari dal punto di vista abitativo e assistenziale", spiega l'assessore al Welfare della città, Giuliana Urbelli. La casa aperta nel 2016 rappresentava "un'esperienza quasi inedita in Italia, anche se adottata con successo nel nord Europa", scrive il Comune. Per questo, una ricerca del centro di analisi delle Politiche pubbliche dell'Università di Modena e Reggio Emilia ne ha messo in luce i risultati economici e sociali. I costi sono "più’ contenuti rispetto alle residenze protette e gli ospiti condividono medico e geriatra" e le famiglie, in generale, risparmiano di più. Senza dimenticare i posti di lavoro creati e l'alleggerimento del carico assistenziale delle 'badanti’.
 
In più, "la dimensione famigliare e di comunità garantisce un'alta qualità di vita e si sono registrati miglioramenti comportamentali degli anziani", continua il Comune, che ha collaborato alla realizzazione di Cà Nostra 2 insieme al Centro demenze dell'Ausl modenese e diverse associazioni di volontariato del Terzo settore.

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