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Disabilità, in 93 al mare a Ravenna grazie a 285 volontari

Nel 2018 con la loro associazione "Insieme a te", marito e moglie sono riusciti a portare in spiaggia a Punta Marina chi non c'era mai stato, chi non ci andava da cinque anni o chi non faceva un bagno da otto. Oltre 90 disabili gravi, grazie alla mobilitazione di 285 volontari. Per il 2019 l'associazione vuole raddoppiare

23 marzo 2019

ROMA - Nel 2018, con la loro associazione, "Insieme a te", hanno portato in spiaggia a Punta Marina 93 persone con disabilità grave, mobilitando 285 volontari. Partendo dall'esperienza personale di dover fare un lungo viaggio fino in Puglia per trovare la spiaggia adatta ad accoglierli, una coppia (lui malato di Sla) ha pensato di realizzare il progetto di un luogo 'giusto’ per chi è colpito da Sla, Sma, Sclerosi Multipla, distrofia muscolare anche in Emilia-Romagna. E così marito e moglie sono riusciti a portare in spiaggia chi non c'era mai stato, chi non ci andava da cinque anni o chi non faceva un bagno in mare da otto. Col progetto 'Tutti al mare. Nessuno escluso’, infatti, hanno ottenuto la prima spiaggia attrezzata per disabili gravi in Emilia-Romagna, la terza in tutt'Italia (una in Liguria a Sestri Levante, l'altra in Puglia a San Foca, in provincia di Lecce). Un'esperienza, che verrà replicata anche questa estate, illustrata in commissione Salute dell'Assemblea legislativa dalla presidente dell'associazione Debora Donati e dalle sue due vicepresidenti, Cristina Violanti e Patrizia Ercolani.
 
A Punta Marina è stato allestito un accesso balneare temporaneo (pavimentazione, box in legno prefabbricato e un pergolato sostenuto da colonne in legno), nella zona della spiaggia libera tra il bagno Chicco Beach e il bagno Susanna, dotato di attrezzature specifiche come gli attacchi elettrici per i respiratori. Il tutto con una spesa di circa 75.000 euro, di cui il 10% finanziato dal Comune di Ravenna e il restante ottenuto con eventi di beneficenza e donazioni di altre associazioni. Dei 93 ospiti accolti 82 arrivavano dall'Emilia-Romagna, 10 da altre regioni e uno dall'Ucraina.
 
Per il 2019 l'associazione ha deciso di raddoppiare. Prima di tutto i mesi, che diventano due, luglio e agosto. Poi le postazioni con attacchi elettrici per i respiratori che diventeranno dieci. E infine gli ausili per entrare in acqua, come sedie o lettini. Altra novità è la messa a disposizione di quattro appartamenti "in modo da riproporre- ha spiegato la presidente di 'Insieme a te'- la stessa situazione che hanno a casa. Ospiteremo oltre 30 famiglie".
 
Si tratta di "un'eccellenza, una buona pratica, una bella esperienza- dice Manuela Rontini del Partito democratico- La Regione deve continuare a sostenere questo progetto". Gian Luca Sassi del Gruppo Misto ha invece lanciato l'idea di "recuperare le ex colonie. Riconvertirle per creare un'esperienza a 360 gradi che possa soddisfare tutte quelle necessità oggettive che gli ospiti hanno. L'assessorato alla salute o al welfare potrebbe capire come agire per creare una situazione stabile". Diverse le idee proposte anche da Ottavia Soncini (Pd): "La Regione potrebbe creare un servizio di consulenza in modo che chi desidera rendere il proprio bagno accessibile abbia delle linee guida. Sarebbe anche utile raccogliere delle linee guida per migliorare l'accoglienza". Il presidente della Commissione Paolo Zoffoli si è detto invece stupito dal progetto: "Il volontariato rende possibile questa esperienza", ha sottolineato. Raffaella Sensoli del Movimento 5 stelle, oltre a elogiare l'importanza del progetto, ha proposto anche di "facilitare l'apertura di più possibilità coinvolgendo altre associazioni. così da non creare un effetto 'ghetto’ ma rendere questo luogo comune a tutti". Andrea Liverani della Lega ha invece condiviso un pezzo di vita personale su un parente costretto in un letto: "Quest'anno ci saremo sicuramente". Infine Francesca Marchetti del Pd ha ringraziato i rappresentanti dell'associazione per "aver fatto la differenza".

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