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Una casa domotica dove le persone disabili imparano a vivere da sole

Con "Training" a Reggio Emilia diventano tre gli appartamenti per sperimentare l'autonomia. In un anno si alternano circa 60/80 persone. Attualmente lo frequentano in 6. Rabitti (Reggio Città senza barriere): “Per loro è un percorso difficile ed è facilitante farlo in una casa domotica e bella”

27 febbraio 2019

REGGIO EMILIA – Una delle caratteristiche dell'appartamento del progetto “Training”, a disposizione delle persone con disabilità che vogliano sperimentare tecnologie e dispositivi utili alla vita indipendente, è di essere domotizzato. È dotato, ad esempio, di alzatapparelle motorizzati, comodi per tutti ma necessari per chi ha una disabilità fisica, pinze per raccogliere i vestiti da mettere in lavatrice, asciugapersone per chi esce dalla doccia e non ha la mobilità delle braccia per usare un asciugamano, taglieri con un fermo che permette di tagliare anche a chi ha un braccio solo, apertura vocale delle porte e altri ausili. “L'altra caratteristica che lo contraddistingue è la bellezza – dice Annalisa Rabitti, presidente di Farmacie comunali riunite e coordinatrice di Reggio Emilia Città senza barriere –. L'appartamento è colorato, ben arredato, accogliente. E questo è facilitante per le persone che lo abitano perché per loro il percorso verso l'autonomia è difficile, è di quelli che fanno perdere l'equilibrio, perché queste persone accettano di fare cose che non hanno mai fatto ed è diverso se lo possono fare in un luogo bello”.
 
Finanziato dal Fondo Dopo di Noi, il progetto “Training” è promosso da Reggio Emilia senza barriere (progetto di mandato del Comune di Reggio Emilia coordinato da Farmacie comunali riunite) in collaborazione con Asl Reggio Emilia e Unioni del Distretto e va ad aggiungersi ad altri 2 appartamenti per l'accoglienza e l'autonomia, “Esco” e “Cresco”. Le persone sono segnalate dall'Asl. “In un anno negli appartamenti si alternano circa 60/80 persone – continua Rabitti –. Al momento nella casa del progetto 'Training' ce ne sono 5/6. L'obiettivo è acquisire competenze semplici come prepararsi da mangiare o fare una lavatrice che possano essere utili per imparare a vivere da soli”. Gli ausili presenti nella casa si trovano sul mercato e possono essere acquistati facilmente, “l'idea è che le persone li sperimentino e poi possano scegliere quelli che sono realmente utili per loro”.
 
I percorsi di autonomia sono diversi a seconda della persona. “Non ci sono standard perché ogni persona disabile è diversa – continua la referente –. C'è chi fa 4 giorni alla settimana e chi ci va solo nel fine settimana per qualche mese”. Le persone che attualmente frequentano la casa sono molto giovani, sui 20 anni circa, e hanno soprattutto disabilità di tipo fisico, “con loro c'è sempre un educatore, sono da soli ma accompagnati”. Nella casa c'è anche una zona terrazza in cui gli abitanti possono imparare a prendersi cura delle piante, “o anche godersi una giornata di sole”. (lp)

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