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Libri e cultura accessibile, "la diversità è un vantaggio"

L'analisi di Roberto Parmeggiani, presidente del Centro documentazione handicap di Bologna: “Sia che si tratti di persone con disabilità, sia che si tratti di persone di origine straniera, tutti devono essere messi nelle condizioni di avere accesso alla cultura”. Se ne parlerà sabato 9 febbraio

29 gennaio 2019

BOLOGNA – “Il libro è uno strumento di educazione e cultura. L’accesso alla cultura è uno dei mezzi più importanti che abbiamo a disposizione per realizzare un’inclusione reale”. Roberto Parmeggiani, scrittore ed educatore, è il presidente dell’associazione Centro documentazione handicap, che gestisce la più grande biblioteca specializzata su temi legati alla disabilità. E proprio il Cdh organizza “Il giardino segreto. Convegno nazionale sulla lettura per tutti e i libri accessibili”, in calendario a Bologna sabato 9 febbraio.
 
Perché è importante riflettere su una cultura per tutti? “Per due motivi. In primis, perché l’accesso a lettura e libri accessibili sta crescendo molto: questo significa crescere bene e insieme. Lo ribadisco: un libro accessibile è un vantaggio per tutti, indipendentemente da un’eventuale disabilità”. L’altro motivo – continua Parmeggiani – è che la cultura è il primo passo verso un contesto davvero inclusivo e accogliente: “Mettere nelle condizioni tutti – persone con disabilità, stranieri – di accedere a tutti i contesti è l’obiettivo”.
 
Parmeggiani sottolinea, però, la situazione di stallo che riguarda la volontà di costruire contesti inclusivi: “Siamo a un punto morto, ho come l’impressione che lo sguardo sia sempre rivolto al passato. Ancora non siamo riusciti a spostare l’attenzione dal problema all’opportunità. Concentrati sulle diversità, non capiamo che, invece, dovremmo convogliare tutta l’attenzione e l’energia nei processi inclusivi”. E fa l’esempio degli alunni con disabilità che, per legge, devono stare in classe: “All’inizio si agiva così nel rispetto della legge, poi tutti hanno capito che non isolare è un vantaggio per tutti”.
 
E se l’obiettivo è realizzare contesti inclusivi, è fondamentale cominciare a lavorare già a partire dalla scuola: “Educare i bambini a stare con compagni diversi in contesti diversi farà di loro adulti più aperti e accoglienti”. Ma anche la politica deve fare la propria parte, senza delegare in toto la materia ad associazioni e volontariato: “La politica deve tornare a investire, certo. Ma pensare sempre che il problema lo debba risolvere qualcun altro è sbagliato: tutti possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo, per quanto possa suonare retorico. A scuola, con gli anziani, con il vicino: dobbiamo affrontare con coraggio la paura che la diversità porta inevitabilmente con sé, e superarla con la conoscenza”.
 
Il convegno “Il giardino segreto” è organizzato in due momenti: la mattinata vedrà una plenaria in Sala Farnese. Eraldo Affinati interverrà sul perché è importante riflettere su una cultura per tutti; Marco Muscogiuri del Politecnico di Milano racconterà di come cambiano i luoghi in cui incontrare i libri. Si parlerà anche di “risposte diverse per diversi lettori” e di temi ritenuti inaccessibili, che in realtà non lo sono, se adeguatamente trasformati. Il programma pomeridiano prevede 5 laboratori tematici divisi tra Fondazione Gualandi e Istituto dei Ciechi “F. Cavazza”: uno sarà sul libro tattile e le indicazioni per realizzarlo, uno sul libro modificato per scrivere, tradurre e giocare con i simboli, il terzo sul metodo Easy To Read, per semplificare un testo senza diminuirne le qualità, un altro sui libri senza parole, per sfruttarne le potenzialità in chiave inclusiva, e infine Storie per tutti su come narrare storie attraverso una pluralità di linguaggi.

di Ambra Notari

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