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Disabilità e barriere che "imprigionano": il progetto di una città accessibile

Al via a Palermo un ciclo di incontri: esperienze e "voci" a confronto per migliorare l'accessibilità nello sport, nell'arte, nel lavoro nella scuola e nel turismo. "Abbiamo bisogno di avere un futuro diverso ma per costruirlo dobbiamo impegnarci tutti"

4 gennaio 2019

PALERMO - Un confronto per avviare maggiori azioni concrete in tema di disabilità nello spirito ampio della cooperazione costruttiva e propositiva tra tutte le diverse realtà associative della città. All'incontro ha partecipato anche il sindaco di Palermo. Presso l'aula Rostagno di Palazzo delle Aquile si è svolto, infatti, il primo dei 12 incontri che avranno una cadenza mensile in cui si è fatto il punto sulla esistenza ancora delle tante barriere non solo architettoniche ma anche fisiche e mentali.

"Quello di oggi è solo l'inizio di un percorso che mira ad avere una visione comune di progetto concreto sulla disabilità - sottolinea Antonella Balistreri dell'associazione siciliana medullolesi spinali e sorella del compianto Salvatore Balistreri -. Ricordiamoci che la disabilità non appartiene a chi la porta su di sé ma appartiene a tutti e al nostro senso di responsabilità. Il mio sogno è quello che non si debbano fare più distinzioni tra disabili ma che si parli solo di persone. Per farlo dobbiamo fare lo sforzo di cambiare lo sguardo nei confronti dell'altro per allontanare qualsiasi forma di separazione. Oggi siamo insieme proprio per fronteggiare ancora le tante barriere visibili ed invisibili che esistono".

“Il tema vero da cui partire è quello che le persone con disabilità oggi non sono il problema ma hanno i problemi spesso creati da chi non è con disabilità - afferma il sindaco Orlando -. Auspico, allora, a partire da questo incontro e dagli altri che ci saranno, che tutte le realtà impegnate sul tema lavorino ad una programmazione legata ai diversi aspetti su cui si deve interloquire in tema di disabilità per capire come migliorare e cambiare concretamente in tema di servizi e di opportunità. Fra i punti propongo un incontro su imprenditoria e lavoro per l'accesso al lavoro di chi è disabile. La stessa cosa si dovrà fare per affrontare il tema del turismo accessibile, dell'arte, dello sport e della scuola. Soprattutto occorre invitare altri interlocutori esterni per capire come possano dare il loro contributo effettivo alle persone con disabilità della nostra città".

"Nonostante le parecchie difficoltà che incontriamo ogni giorno - afferma il giovane  Alberto Bilardo con una tetraparesi spastica del Movimento dei cittadini Sicilia - pure noi abbiamo una vita che deve essere riconosciuta, anche se continuiamo a subire l'egoismo e l'ignoranza di molti sulla nostra condizione. Abbiamo bisogno di avere un futuro diverso ma per costruirlo dobbiamo impegnarci tutti".

"Il disabile prima di tutto è una persona come tutte le altre, portatrice di diritti e di valori che vanno riconosciuti e tutelati al pari di tutti i cittadini. Sulla disabilità esiste moltissima ipocrisia - aggiunge pure Caterina Gambino con disabilità e impegnata in servizi di accessibilità turistica -. Tutti sembrano interessati alle nostre proposte ma i risultati sono pochi e molto lenti. Il principale problema sono ancora in città le barriere architettoniche seguite da tutte quelle barriere mentali che ancora ci imprigionano facendoci sentire non uguali agli altri. Solo insieme possiamo raggiungere dei risultati significativi che facciano avere uno sguardo della città più ampio nei confronti di chi è con disabilità".

"Viaggiando spesso per partecipare a diverse gare, constato che le problematiche sulla disabilità ci sono in ogni parte del mondo - sottolinea la campionessa paralimpica Marcella Librizzi -. Le difficoltà sono ancora tante ma bisognerebbe iniziare subito con l'adeguamento soprattutto degli alberghi accrescendo il numero di camere accessibili. Un altro nodo importante da sciogliere è che a Palermo non c'è nessun centro che organizza dei corsi per potere usare in maniera corretta la propria carrozzina in modo da imparare come meglio muoversi nella vita pratica ed evitare di sbagliare. Notevoli poi sono ancora le lungaggini burocratiche che ci bloccano per riuscire a rinnovare per esempio le nostre patenti speciali. Un'altra mancanza significativa è che non c'è un centro di avviamento allo sport per le persone con disabilità che le orienti a conoscere gli sport che si potrebbero fare anche a livello agonistico".

"Come centro pastorale sulla disabilità abbiamo la proposta di fare conoscere le esperienze di inclusione sociale - ha detto Nicoletta Purpura direttrice pure del centro Pedro Arrupe - alla città per fare comprendere come le persone con disabilità siano una risorsa da valorizzare che può essere vista con una luce nuova. A tal proposito, a breve apriremo uno spazio dove potere offrire servizi in cui la cittadinanza potrà incontrare il mondo della disabilità in una prospettiva di interazione e convivialità reciproca. Ci auguriamo che sia pure un luogo dove potere valorizzare le diverse competenze a più livelli". All'incontro, sono intervenuti, tra gli altri anche Rocco Di Lorenzo presidente dell'Aris e Alberto Giampino del Cesvop. (set)

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