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A LuBec Iacopo Melio parla di cultura dell’accessibilità e barriere architettoniche

L’Italia è ancora lontana da standard accettabili, manca una cultura che renda fruibile il patrimonio artistico. Felicori (direttore Museo reggia di Caserta): “Il valore della cultura si misura in ciò che riusciamo a fruire”

8 ottobre 2018

ROMA - Iacopo Melio, noto attivista, giornalista e autore del libro “Faccio salti altissimi” è stato protagonista del talk su cultura e accessibilità che si è tenuto a LuBeC - Lucca Beni Culturali, la manifestazione promossa dalla Fondazione Promo PA al Real Collegio di Lucca. “In Italia siamo piuttosto indietro – ha dichiarato Melio - rispetto ad altri paesi europei, questo anche a causa dei numerosi vincoli paesaggistici che impediscono ammodernamenti che sono necessari, in caso contrario le barriere architettoniche diventano muri insuperabili, allora noi dobbiamo chiederci che cosa sia la cultura. In Italia non c’è accessibilità perché non c’è la cultura dell’accessibilità, la realizzazione di un ascensore non può e non deve in alcun modo intaccare la cultura o il patrimonio culturale”. Melio ha poi puntato il dito contro lo scarso impegno delle istituzioni: “E’ scandaloso che solo una bassissima percentuale dei ragazzi disabili che si iscrive all’università riesca a laurearsi e questo solo perché non ha gli strumenti per andare a lezione, o per fruire delle lezioni, non certo per incapacità cognitive”.
 
Presente all’incontro anche Mauro Felicori, direttore del Museo Reggia di Caserta per il quale oggi il tema dell’accessibilità è la vera grande questione cui si è chiamati a dare una risposta: “Il valore della cultura si misura in ciò che riusciamo a fruire”.

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