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Notte da incubo in stazione, poi ad Antonio Canonica arrivano le scuse di Rfi

Antonio: “Non è giusto che chi deve usare la carrozzina per muoversi non possa viaggiare come tutti”. Lettera di Codacons al ministero dei trasporti. La promessa di Rfi qualche giorno dopo:

16 gennaio 2018

ROMA – Dopo la notte da incubo in stazione, per Antonio Canonica sono arrivate le (attese e dovute) scuse di Rfi, Rete ferroviaria italiana: e, insieme alle scuse, una promessa: entro il 2018 ci saranno binari più accessibili e il servizio Sala Blu anche a Varese. Antonio, ticinese, è una persona con disabilità. Lunedì scorso ha dovuto trascorrere la notte nella stazione di Induno Olona (Varese) a causa dell’inaccessibilità dei binari. “Io sono sempre in giro – dice Antonio -. Ho l’abbonamento annuale per tutto il Canton Ticino e sulle ferrovie della Svizzera non ho mai avuto problemi. In Italia, invece, è già la terza volta che mi succede un guaio, anche a Monza ho avuto problemi. Non è giusto che chi deve usare la carrozzina per muoversi non possa viaggiare come tutti”. Abituato a spostarsi e a far rispettare i propri diritti di viaggiatore, Antonio non si arrende facilmente. Lunedì scorso non è riuscito a raggiungere Varese utilizzando la nuova Arcisate Stabio e, dopo una serata e una notte “da dimenticare”, ha raccontato quello che gli è successo al quotidiano Ticino online. Ora Antonio ha deciso di riprovarci: “Tornerò a Varese – dice – perché ho diversi amici in città, e voglio arrivarci con il treno, sperando che questa volta arrivi al binario giusto, l’unico della stazione dove posso scendere con la mia carrozzina elettrica”.
 
Per fortuna nella stazione di Induno Olona “è stato almeno possibile passare lì la notte, dove sono stato al caldo in sala d’aspetto e ho potuto usare il bagno per disabili, altrimenti non so cosa avrei fatto”. Antonio è amareggiato: “La Polizia quella sera ha telefonato alle Ferrovie, ma non è intervenuta nessuna assistenza. Mi hanno aiutato solo Vigili del fuoco e Polizia, e poi l’assessore Cecilia Zaini e un mio amico che alle 5 del mattino da Varese è venuto a vedere come stavo. La cosa più giusta è risolvere i problemi perché non succeda più quello che è capitato a me”.
 
La vicenda era stata messa in luce anche da Codacons, che rimarca come le stazioni ferroviarie siano inadatte alle esigenze delle persone disabili e come manchino sistemi automatici che aiutano chi ne ha più bisogno. Da qui la lettera che Codacons ha inviato al ministero dei Trasporti affinché siano effettuati “interventi specifici nelle stazioni ferroviarie” e “la messa in regola dei treni utilizzati”. Dichiara Codacons: “Esistono problemi strutturali e culturali significativi in quasi tutte le stazioni ferroviarie italiane; da un lato mancano le strutture, oppure ci sono ma non funzionano correttamente (ascensori guasti, montascale fuori uso), dall'altro con i ritmi frenetici a cui siamo abituati finiamo con il non prestare la dovuta attenzione a chi deve cercare di affrontare tutto come se fosse una sfida. Servono interventi mirati e strutturali per mettere a norma e consentire a tutti di muoversi liberamente e serenamente sui mezzi di trasporti pubblici italiani. Superiamo tutte le barriere, strutturali ma anche culturali". (ep)

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