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La storia di Agnese, chiusa in casa da tre anni perché manca l'ascensore

Accade a Montesivano, nella casa Ater di via Rimini. Agnese da tre anni ha la sclerosi multipla: dal 2015 segnala la mancanza dell'ascensore nel suo palazzo, che le impedisce di uscire autonomamente. Denuncia del consigliere regionale Pettinari (M5s): Solo nella provincia di Pescara, 20 casi simili”

18 dicembre 2017

ROMA – Non può uscire di casa, perché ha la sclerosi multipla e il suo palazzo è senza ascensore: non si dà per vinta, però, Agnese, assegnataria di un appartamento nel palazzo dell'Ater di via Rimini, a Montesilvano. Continua invece a denunciare la sua condizione, decisa a battersi fin quando non otterrà ciò che le spetta di diritto. Tanto più che non è la sola a soffrire per la mancanza di ascensore nel palazzo. Lo hanno scoperto i tre consiglieri comunali che, insieme al consigliere regionale Domenico Pettinari (M5S) si sono recati a trovarla nei giorni scorso, per verificare la situazione. “Ci siamo trovati davanti ad una situazione che non può esistere in un paese civile – riferisce Pettinari - Il palazzo è fatiscente, mancano tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. La signora è praticamente chiusa in casa e ci ha raccontato cosa vuol dire guardare il sole solo dalla finestra. Inoltre abbiamo appreso che al piano superiore risiede un’altra inquilina che ha perso una gamba ed anche lei si trova nella stessa situazione. Ci stiamo apprestando a discutere il bilancio in Regione, chiederò, come ho fatto anche negli scorsi anni, che siano stanziate risorse necessarie a risolvere questa e le altre situazioni simili che ci sono nelle case Ater di Pescara e in tutto l’Abruzzo. Solo nella provincia di Pescara abbiamo riscontrato 20 casi simili. Questo stato di cose è inaccettabile”.
 
Aggiungono i consiglieri comunali Paola Ballarini, Gabriele Straccini e Cristhian Di Carlo: “Bisogna trovare immediatamente risorse. Il Comune e la Regione devono mettere in campo tutte le forze necessarie, nel 2017 è impossibile vivere in una città dove queste realtà sono tollerate. Intanto chiederemo che la signora e chi è nelle sue condizioni vengano trasferite nelle nuove case di edilizia pubblica che stanno costruendo in Via Salieri, poiché queste sono provviste di ascensore. Ma il problema non si risolve trasferendo una o due inquiline, bisogna pensare ad una programmazione diversa per le Ater, i casi come questo sono davvero tanti”.

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