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Al via il Fiabaday, la giornata nazionale per abbattere le barriere architettoniche

Presentata la 15esima “Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche – Fiabaday”, giunta alla 15esima edizione. Domenica 1 ottobre le persone con disabilità potranno visitare Palazzo Chigi, mentre a Piazza Colonna sarò allestito un palco, dove si terranno spettacoli e dibattiti

28 settembre 2017

ROMA – Come ogni anno la prima domenica di ottobre torna il Fiabaday, la giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali. L’iniziativa, giunta alla 15esima edizione, rappresenta un’occasione per riunire i rappresentati del mondo istituzionale e discutere insieme ai cittadini su come abbattere le barriere fisiche, ma anche culturali, che impediscono alle persone con disabilità di avere una adeguata qualità di vita.
 
Questa mattina l’associazione Fiaba ha presentato la nuova edizione che si svolgerà il 1 ottobre a Roma: la prossima domenica Palazzo Chigi aprirà le porte alle persone con disabilità, mentre a Piazza Colonna sarà allestito un palco dove si terranno dibattiti e spettacoli per sensibilizzare il pubblico su “l’importanza della formazione per educare all’accessibilità”, tema di questa nuova edizione. “Questa giornata, istituita nel 2003 con una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, dimostra che il cambiamento culturale è in corso. Da sempre cerchiamo di abbattere in primis barriere culturali e poi anche quelle fisiche”, ha detto Giuseppe Trieste, presidente di Fiaba.
 
La conferenza stampa è stata l’occasione per fare il punto di un anno di lavoro e collaborazione con le amministrazioni pubbliche. “In questa legislatura abbiamo approvato misure volte a migliorare la vita delle persone disabili. Vogliamo che vivano a pieno la cittadinanza attraverso lo studio, il lavoro e la cura”, ha spiegato Anna Finocchiaro, ministra per i Rapporti con il Parlamento. “Il risultato più importante è stata la legge sul “Dopo di noi” con cui abbiamo garantito l’autonomia delle persone disabili anche dopo la morte dei loro genitori. Abbiamo cercato di evitare il ricovero in una struttura per lasciare la persona nell’habitat dove ha da sempre vissuto. Con rammarico ammetto che non siamo riusciti a realizzare il riconoscimento della figura del care giver. Ma questo obiettivo lo vogliamo mantenere come proposito fermo. È un riconoscimento essenziale sia in termini economici e che di dignità e di valore sociale. È un lavoro che grava spesso sulle spalle della donna della famiglia che rinuncia alla carriera, ritenendo come suo primo dovere quello di assistere la persona cara che ha bisogno della sua cura”.
 
Per Riccardo Nencini, vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, “questa conferenza stampa è l’occasione per verificare se abbiamo mantenuto gli impegni presi in passato e per prenderne di nuovi. Questa legislatura deve portare educatamente il vanto di aver approvato il “Dopo di noi”. Ma c’è ancora tanto da fare. Dobbiamo dedicarci alla manutenzione di autobus, ferrovie e case popolari. 500 milioni di passeggeri passano per stazioni locali che presentano barriere architettoniche. Nel trasporto pubblico locale abbiamo mezzi vetusti, in alcuni casi arcaici. Vogliamo dare concretezza ai nostri discorsi e verificare periodicamente quanto si è fatto”.
 
Secondo Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “l’accessibilità ha a che fare con i diritti di tutti. Grazie anche alla nuova riforma del terzo settore, organizzazioni come la Fiaba diventano promotori effettivi di beni comuni. Come diceva Bauman, la qualità del vivere di una comunità è paragonabile alla tenuta del ponte più debole. Quando si costruisce una comunità a partire della qualità di vita delle persone più deboli, si migliora la vita di tutti. Questo è il senso della giornata nazionale del primo ottobre”.
 
Per Alessandra Gasparri, capo dell’Ufficio per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, “In questi 15 anni 4000 persone con disabilità hanno visitato Palazzo Chigi. Le visite guidate hanno attraversato sette governi diversi. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla collaborazione professionale e umana del personale di Palazzo Chigi e di tutti coloro che hanno dedicato del tempo a questa manifestazione. La prima domenica di ottobre è un segnale per dire che le amministrazione pubbliche devono accogliere tutti i cittadini, senza escluderne neanche uno”.

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