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Rifugiati con disabilità, appello di Edf: "Unhcr cooperi con le associazioni"

La disabilità crea una difficoltà in più nel percorso migratorio: dalle barriere architettoniche a quelle sanitarie, dalle difficoltà di comunicazione alla necessità di assistenza, maggiori sono i rischi di discriminazione. Per questo, Edf chiede a Unhcr di “cooperare con le organizzazioni delle persone con disabilità”

23 luglio 2017

ROMA - Fuggire dal proprio paese per “migrare” in una terra lontana non è facile per nessuno, ma per chi ha una disabilità le difficoltà e i rischi aumentano, così come la paura e il rischio di incontrare ostacoli, spesso molto difficili da superare. E’ proprio su questa categoria di migranti particolarmente “invisibili” che Edf, il Forum europeo disabilità, richiama l’attenzione, lanciando un appello: l’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, collabori e cooperi con le associazioni e le organizzazioni delle persone con disabilità in tutto il mondo, per dar euna risposta sinergica e strutturale ai bisogni di questi migranti particolarmente vulnerabili. “I rifugiati e i richiedenti asilo con disabilità rappresentano un gruppo invisibile di individui che sono costretti a lasciare i loro paesi in situazioni fortemente svantaggiate – spiega il Forum -. Oltre alla sfida per sopravvivere al viaggio, i rifugiati e i richiedenti asilo con disabilità incontrano numerose barriere, nel momento in mentre sono ospitati nei centri di accoglienza. Le donne, i bambini, i minori non accompagnati e le persone anziane con disabilità rischiano maggiormente di essere discriminati o esclusi dal ricevere un sostegno adeguato”.
 
Oltre a incontrare barriere fisiche nel sistema dell’accoglienza e dell’assistenza, oltre alle difficoltà di ricevere le terapie e i sostegni di cui hanno bisogno in virtù della propria condizioni, queste persone possono trovare problematico lo stesso “processo di richiesta di asilo”, soprattutto in caso di disabilità intellettiva, quando più complicato è “rispondere alle interviste e raccogliere le informazioni necessarie per dimostrare la propria condizione. I rifugiati con problemi sensoriali o fisici poi – continua Edf – possono aver bisogno di assistenza per comunicare o per superare le barriere architettoniche”.
 
Consapevole di queste criticità, “Edf ha più volte invitato l'Unione europea e i suoi Stati membri a rispondere alla crisi migratoria con un approccio basato sui diritti umani, che metta in primo piano la vita delle persone. L'Ue – spiega ancora il network - dovrebbe affrontare la situazione della migrazione fornendo un quadro che sia in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con e la Convenzione sui rifugiati del 1951. La prima, in particolare, nell’articolo 11, contiene una disposizione specifica relativa alle situazioni di rischio e alle emergenze umanitarie”. Soprattutto, l’Edf “ritiene fondamentale la cooperazione dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) con le organizzazioni delle persone con disabilità, al fine di trovare insieme strategie per promuovere e proteggere i diritti dei rifugiati e richiedenti asilo con disabilità”. (cl)
 

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