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Ultima tappa con “Arte per tutti”: l'arte accessibile a ciechi e ipovedenti.

Con "la comunicazione accessibile" si chiudono gli appuntamenti con "Arte per tutti": un ciclo di incontri per far avvicinare le persone con disabilità visive al nostro patrimonio artistico-culturale

23 maggio 2017

ROMA - Siamo all'ultimo appuntamento con la formazione di "Arte per tutti": il 24 maggio, dalle 9.30 alle 13.30 a Lecce, presso il Complesso Studium 2000 (via di Valesio), si concluderà il ciclo di incontri a cura dell'associazione "Piesis". L'obiettivo era quello di rendere accessibile il nostro patrimonio artistico anche alle persone con disabilità visiva. Questo primo ciclo è stato organizzato nell'ambito della realizzazione di una riproduzione tattile del "Rosone di Santa Croce a Lecce".
 
Il rosone è stato realizzato con pietra leccese, e per rendere l'esperienza tattile il più possibile simile all'originale, una cooperativa di artigiani ha optato per la resina: "E' stata davvero bella impresa - ci spiega Federica Legittimo, responsabile del progetto - quella di utilizzare la resina per questi laboratori, perché permette di avere un confronto diretto con il materiale originale". E non era per niente facile, perché la pietra leccese è unica.
 
Dopo i moduli sulle audiodescrizioni, sulle riproduzioni tattili e sull'accessibilità museale", il progetto si chiude con "la comunicazione accessibile": si entrerà nel dettaglio del Braille e del contrasto tra i colori, passando per l'alta leggibilità e l'uso della simbologia specifica. Relatori di questo incontro sanno Maria Greco, dell'Università Autonoma di Barcellona e Fabrizio Martina dell'associazione Poiesis. "La partecipazione ai seminari è stata costante - continua Federica - e in un ciclo di appuntamenti così specifico non è per niente scontato. Siamo molto contenti".
 
Agli studenti che partecipavano ai seminari sono stati riconosciuti dei crediti formativi da parte del "Corso di Laurea Magistrale in Storia dell'Arte, indirizzo "Patrimonio Culturale", del "Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento".
 

di Paolo Cocuroccia

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