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La “morte del diritto allo studio” in Abruzzo: denuncia delle associazioni

La regione mette mano al servizio di trasporto scolastico degli studenti disabili: per ridurre le spese, si ricorrerà ai mezzi pubblici, laddove le condizioni del ragazzo lo permettano. Ma tutti dovranno essere rivalutati. E i tratti intermedi dovranno essere assicurati dalle famiglie. Per le associazioni, “Regione colpevole di discriminazione”

7 novembre 2016

ROMA - La Regione lo ha annunciato una settimana fa con una circolare (n. 82478/16DPG010): il servizio di trasporto scolastico per gli studenti disabili sarà limitato e ridimensionato. Naturalmente, per ragioni economiche. Per il prossimo anno, i ragazzi disabili delle scuole superiori viaggeranno su mezzi pubblici, laddove le loro condizioni lo permettano. E dovrà esserci qualcuno ad accompagnarli, eventualmente, nei percorsi tra la fermata e la scuola, o tra la fermata e l'abitazione.
Per avviare questo cambiamento,gli studenti già riconosciuti dalla legge 104/92 art. 3 comma 3 dovranno tutti essere rivalutati dalla locale commissione di Unità di valutazione multi
dimensionale, al fine di definire quale tipologia di servizio sarà più idoneo per l’utente.
Insorgono le associazioni “Autismo Abruzzo” e “Carrozzine determinate”, che in una nota congiunta denunciano: “una simile proposta, priva di qualsiasi conoscenza concreta delle dinamiche reali del problema, è il sintomo più evidente di una vera e propria morte del diritto allo studio per i
ragazzi con disabilità. Entrati a scuola con un mese di ritardo rispetto ai coetanei a causa della mancanza del servizio di assistenza, adesso si vedono negato anche il servizio essenziale e necessario che consente loro di arrivare a scuola; servizio sino ad ora garantito dalle province che,
passato nelle mani della Regione, rischia di essere distrutto. Per i ragazzi disabili che verranno indirizzati all’uso del servizio pubblico di linea – osservano ancora le associazioni - si apre uno scenario ai limiti dell’assurdo, con aspetti pratici e quotidiani che non sono stati neppure
lontanamente presi in considerazione”.
Nodo particolarmente critico è, appunto, la copertura delle distanze tra le fermate e, rispettivamente, la casa e la scuola: questa dovrà essere garantita dalla famiglia, oppure dal comune di residenza o della scuola. “Queste famiglie dunque – notano le associazioni - già gravate da quotidiane difficoltà e spesso lasciate sole dalle istituzioni, dovranno non solo sostenere una ulteriore valutazione, ma
successivamente interagire con almeno 3 realtà per organizzare il viaggio scolastico, alle quali si potrebbero aggiungere ulteriori passaggi nel caso in cui fosse necessario utilizzare coincidenze di mezzi pubblici, o nel caso in cui gli assistenti a disposizione durante le varie tratte fossero diversi e afferenti a diversi enti o aziende”.
Altro punto critico sono le “innumerevoli barriere architettoniche presenti alle fermate. Come si porrà rimedio al fatto che solo un autobus su tre è dotato di pedana, spesso non funzionante? Cosa accadrà qualora più ragazzi con disabilità dovessero salire sullo stesso mezzo che prevede l’accesso di un solo disabile per volta?”, domandano le associazioni.
La situazione diventa poi ancor più complessa nel caso di ragazzi con autismo, a cui “la forte compromissione della vita relazionale, le alterazioni percettive e sensoriali, la resistenza al cambiamento, rendono insostenibile la presenza in un autobus pieno e estremamente rumoroso, come di norma avviene nell'orario scolastico, con il rischio più che potenziale di crisi importanti e persino di una regressione”.
In conclusione, “tale provvedimento lede la dignità dei ragazzi con disabilità, lede il diritto allo studio, ignora le problematiche che le patologie comportano, danneggia pesantemente la quotidianità delle famiglie con disabilità e non riuscirà, come invece si vuol far credere, a garantire maggiore economia di spesa”. E le associazioni non esitano ad accusare la Regione di “discriminazione diretta nei confronti degli studenti con disabilità per quanto concerne il loro diritto allo studio ed indiretta in relazione al nucleo familiare. Invitiamo pertanto l’assessore per il diritto allo Studio a sedersi su una carrozzina ed a effettuare il percorso che uno studente con disabilità dovrebbe affrontare per raggiungere la scuola con i mezzi di linea, a provare personalmente magari in un giorno di pioggia cosa possa significare per chi vive continuamente delle difficoltà, trovarsi a doverne subire ingiustamente delle altre! Riteniamo che questa nuova e non percorribile proposta di di trasporto scolastico degli studenti disabili delle scuole superiori debba essere al più presto ritirata, in caso contrario siamo pronti ad occupare la Regione con tutti i nostri ragazzi!”. (cl)

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