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Malati cronici: “Senza specialisti restano al palo”

Antonio Magi (Sumai): “Bisogna riprendere in carico i pazienti cronici, ma senza specialisti e' difficile. Per questo abbiamo fatto una proposta: aumentare da 20 a 38 le ore di servizio degli specialisti, in modo tale da snellire un po' anche le liste d'attesa”

4 giugno 2020

ROMA - "Bisogna riprendere in carico i pazienti cronici, ma senza specialisti e' difficile". Cosi' il segretario generale del sindacato Sumai, Antonio Magi, intervenendo ad un webinar sulla cronicita' moderato dal direttore dell'agenzia Dire, Nico Perrone. "In questo momento abbiamo una carenza di specialisti sul territorio- ha proseguito Magi- per questo abbiamo fatto una proposta: aumentare da 20 a 38 le ore di servizio degli specialisti, in modo tale da snellire un po' anche le liste d'attesa".
 
E bisogna farlo presto, perche' oggi al problema "storico" delle liste d'attesa si aggiunge il fatto di "dover recuperare tre mesi di attivita' non svolta- ha fatto sapere il presidente del Sumai- Soprattutto per questo, allora, e' arrivato il momento di investire sulla specialistica, ma non solo: bisogna creare una nuova struttura, che e' gia' presente nel piano cronicita', con delle equipe professionali costituite da medici di famiglia e specialisti ambulatoriali collegati con l'ospedale, soprattutto per poter avere un accesso rapido nelle strutture qualora fosse necessario il ricovero".
 
Per Magi, quindi, e' necessario "ricominciare a fare il prima possibile tutte quelle visite specialistiche che sono andate perse durante l'epidemia. Ci siamo tutti quanti concentrati sul Covid e abbiamo dovuto seguire le priorita'- ha aggiunto ancora- sicuramente sono state garantite le visite non differibili, ma indubbiamente quelle non urgenti, che erano la maggioranza, sono rimaste al palo". Per ridurre la pressione della grande mole di visite da recuperare, infine, secondo Magi "anche la telemedicina potrebbe essere un aiuto", ha concluso.

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