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Rassegna Stampa

Era parà, ora è disabile. Ma si ributta nella vita

La storia di Fabio Franchetto, 41 anni, disabile a causa di un incidente stradale che lo ha mandato in coma per tre mesi nel 1990. Oggi, grazie all'associazione Il Volo va alla conquista della sua autonomia. "Il grande problema per chi è in carrozzina è trovare un futuro. Con il lavoro torna l'indipendenza economica". La sua storia raccontata sulle pagine del Giornale di Vicenza

disabile su sedia a ruote al tramonto

VICENZA - Un incidente stradale, una macchina distrutta e un ventenne sull'asfalto. Immobile. Era il 25 novembre del 1990, Fabio Franchetto viveva a Vedelago nel Trevigiano, faceva il paracadutista per l'esercito. Amava gli sport estremi e ne praticava molti. «Poi è arrivato il coma, tre mesi - racconta - dei quali, naturalmente, non ricordo nulla. So solo che quando mi sono alzato ho capito subito che non avrei più ripreso a camminare. Ma nello stesso tempo dentro di me ho sentito una tale determinazione e volontà che in tutti questi anni non mi hanno mai abbandonato».

Si emoziona Fabio Franchetto, oggi in una abitazione bassanese: occhi azzurri, capelli brizzolati, seduto su una carrozzella che lo accompagnerà per il resto della sua vita, ma che non gli ha impedito di giocare a tennis di partecipare ai campionati italiani, di andare in palestra, di tentare, quantomeno di immaginare una vita diversa.

«È stata dura anche perché ci sono state vicissitudini personali, ma i miei genitori mi sono sempre stati vicini. Hanno creduto in me, nella mia forza sia morale che psichica. Ed è anche grazie a loro se tra un po' comincerò a lavorare in un modo diverso. Certo, ti devi rimettere in gioco sotto tutti i punti di vista - continua Fabio. che ora ha compiuto 41 anni - E pensare che prima di entrare nell'esercito, facevo il muratore, un lavoro tutto braccia e gambe». «Trovare una professione che potesse coniugare il mio stato fisico con le mie capacità manuali - prosegue l'interessato - non è stato semplice. Per cui lo spirito di adattamento diventa fondamentale per andare avanti, per immaginare un futuro, per pensare ad una vita che sicuramente non sarà più la stessa. Ma si tratta pur sempre di un'esistenza con tutto quello che comporta respirare, sentire, mettersi alla prova, cercare, volere».

Una pausa e poi prosegue: «Avere il coraggio e a forza di alzarsi tutti i giorni e dire devo trovare un'occupazione, un'opportunità che mi permettano di vivere in maniera autonoma, che mi diamo quell'indipendenza economica fondamentale per ogni individuo, che si vuole misurare con i propri mezzi». Per un certo periodo Fabio Franchetto è stato assunto come cassiere in un supermercato - Poi ha conosciuto l'assessore ai servizi sociali della Provincia di Vicenza, Maria Nives Stevan, la quale si è presa a cuore le sorti di questo giovane. «E l'ho fatto grazie alla conoscenza di un'associazione che opera in città "Il Volo" e con uno dei suoi associati. Fabio poteva ambire a qualcosa di più. Gli abbiamo messo a disposizione un personal computer, gli abbiamo insegnato ad usarlo ed ora cambierà lavoro... Una conquista anche per noi» spiega l'assessore stessa.

«Dal primo settembre - conclude Fabio - comincerò a lavorare per l'associazione a Vicenza, in attesa che in futuro apra un ufficio anche a Bassano. Si tratta di un tentativo, di una sfida. Vorrei che molti giovani che, da un giorno all'altro si trovano su una sedia a rotelle a causa di un incidente o di una malattia, trovassero lo stesso spirito, la medesima voglia di andare avanti». «Credo che questa sia la sola ricetta possibile - chiude Fabio - per immaginare una vita e, soprattutto, per viverla. Certo, con tutto quello che abbiamo e con quello che ci è stato tolto. Ma noi ci siamo. E non dobbiamo dimenticarcelo. Mai». (Chiara Roverotto - Il Giornale di Vicenza)

(14 agosto 2009)