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PRIMA LEZIONE DI ANTROPOLOGIA

Titolo:
PRIMA LEZIONE DI ANTROPOLOGIA
Autore:
Remotti F.
Casa editrice:
Laterza
Data di pubblicazione:
2000
Il lavoro di autoindividuazione è l'attività che caratterizza tutta la storia umana. La ricerca di una distinzione, la creazione di confini tra un'identità e l'altra, impegna l'esistenza di ogni individuo e del gruppo cui appartiene. Questa ricerca passa attraverso le 'pratiche antropopoietiche': modi e condizioni di segnalazione della propria specificità. Sono le pratiche che ognuno di noi compie: una pettinatura, la scelta di un abbigliamento...
 
I risultati possono essere temporanei e, dunque, reversibili. Ma queste pratiche possono anche essere dure, dolorose ed irreversibili come la chirurgia genitale (circoncisione, infibulazione), le deformazioni del cavo orale (avulsione dei denti), le sculture corporali (scarificazioni) la deformazione dei crani, il piercing… Ma perché gli esseri umani sono disposti a sopportarle? Da dove nasce questa esigenza, cosa alimenta la loro forza e la loro sopravvivenza nel tempo e nello spazio?

Secondo Remotti esiste una condizione che è tipica del genere umano: il senso di incompletezza biologica. Per potersi sentire parte di un tutto -umano-, per darsi un significato e per contrattarlo quotidianamente nell'incontro con l''altro', ogni cultura fa del corpo stesso la 'parola' non detta: quella che dichiara la propria identità.

L'umanità è 'fatta' dall'umanità: ci si riconosce e ci si fa riconoscere a partire da selezioni operate tra tutte le possibili umanità a disposizione, creando forme di umanità e determinandone altrettante di disumanità. E' tanto rischioso quanto necessario accettarsi, comprendersi o scegliersi definendo il proprio senso di appartenenza. E, tuttavia, ancor peggio sarebbe non appartenersi, perdersi, non determinarsi consapevolmente.

L'antropologia, in quanto "sapere di frontiera" e in quanto lavoro dell'umano su se stesso, ha per oggetto di studio proprio l'opera di forgiatura dell'umano sull'umano: un'opera sempre incompiuta e sempre da scoprire. Un'opera che richiede un costante e continuo lavoro di cura. Soprattutto ora: quando si potrebbe essere indotti a credere che i confini siano stati dissolti e le identità spacciate dall'omologazione imperante. Ora: quando le mode antropopoietiche cambiano e segnano il terreno ibrido della contaminazione tra culture.