Appunti e ipotesi
- Titolo:
- Discutere di Lavoro Sociale
- Autore:
- a cura di R. Camarlinghi, F. d'Angella
- Prezzo:
- € 4,00
- Collana:
- I Geki di Animazione Sociale
- Casa editrice:
- Gruppo Abele, Torino
- Numero di pagine:
- 64
Che cos'è lavoro sociale, dunque? L'aiuto a chi e rimasto indietro, l'azione redistributiva del Welfare State, le forme di promozione della qualità della vita?
Tutt'e tre, solo una oppure due?
Per definire quale lavoro è sociale e quale no, sono possibili due strade: possiamo elencare tutte le attività i cui contenuti sembrano avere finalità sociali.
Oppure si può guardare ai processi di lavoro, al modo di fare: a "come si fa quel che si fa".
L'attenzione ai processi di lavoro e al come si fa quel che si fa, se da un lato rischia di aprire troppo il campo (ogni attività può essere sociale?), dall'altro fornisce un prezioso fil rouge per muoversi nell'arcipelago di iniziative.
Già, ma quale modalità è sociale?
Per gli autori del libro, un lavoro è sociale se implica scambi tra gli attori e non compartimentazioni.
Se attiva comunicazioni, non chiusure.
Se non nasce per soddisfare bisogni privatistici o corporativi, ma si connette al network sociale.
Se genera risorse, e non le consuma, dunque, lo scambio come matrice del lavoro sociale.




