A distanza di due mesi dalla prima segnalazione, il sindacato presenta alcuni dei casi più significativi seguiti a Padova nel corso degli ultimi mesi

PADOVA - La Cgil padovana torna all'attacco sul diritto alle cure degli immigrati over65 e, a distanza di due mesi dalla prima segnalazione, presenta alcuni dei casi più significativi seguiti nel corso degli ultimi mesi. Il problema è presto detto: "Con il nuovo Testo unico sull'immigrazione - spiega Grazia Correra, del patronato Inca - gli anziani di origine extraUe, arrivati in Italia per ricongiungimento familiare, non possono ottenere il tesserino sanitario gratuitamente, bensì previo pagamento di un contributo forfettario la cui entità non è ancora stata stabilita e, quindi, di fatto non si può pagare". E non è possibile nemmeno accedere ad assicurazioni private a causa dell'età dei richiedenti. Quindi se c'è bisogno di cure bisogna pagare di tasca propria oppure tornare in patria.
E proprio questo è successo alla madre di Chopa Lilia, una signora moldava che a 68 anni ha raggiunto in Italia la figlia: "Mia madre è arrivata qui nell'agosto del 2009 e dopo pochi giorni si è sentita male - racconta la donna -. Al momento non aveva ancora ottenuto il permesso di soggiorno, ma la domanda era stata inoltrata regolarmente. È stata ricoverata per 2 giorni e inizialmente, presentando la ricevuta della domanda di permesso di soggiorno, non abbiamo avuto problemi. Poi però mi è stata chiesta la tessera sanitaria, che mia madre non aveva. Così all'Ulss mi hanno detto che dovevo cercarmi un'assicurazione privata perché mia madre non aveva diritto alla tessera. Ma nessuna assicurazione è stata disponibile a causa della sua età. Dopo 5 giorni di ricovero mia madre è stata dimessa e dopo tre mesi è arrivata una fattura di 1.166 euro". In seguito a un secondo malore, Chopa Lilia ha deciso di rimandare la madre in Moldavia, sapendo di non potersi accollare ulteriori spese mediche.
Casi simili sono quelli dell'ucraino Jury Bondarenko, 21 anni, la cui nonna 80enne è in Italia da sei mesi: "Se e quando avremo bisogno di cure mediche per lei come faremo?" si domanda. Invece Waffo Kamdem, 29enne camerunense, dopo numerose peripezie riuscirà a far operare il padre: "Ha 68 anni e nel 2002 è stato operato in Camerun per un'ernia, ma l'intervento è andato male. Nel 2008 l'ho fatto venire in Italia come turista per accorciare i tempi, poi è iniziata la trafila per il ricongiungimento che si è conclusa da poco. Ci sono stati molti problemi e in tutto questo tempo le sue condizioni si sono aggravate. L'operazione che doveva subire alle anche sarebbe costata 120 mila euro. Ora che abbiamo tutto in regola però dovrà essere operato anche alla schiena e alle gambe, perché abbiamo aspettato".
"Agli over65 in Italia in seguito a ricongiungimento non viene attualmente garantito il diritto alla salute - commenta Fulvio Dal Zio, segretario provinciale Cgil - e questo è in contrasto con la normativa sull'immigrazione e con i diritti tutelati dalla Costituzione". Alessandra Stìvali, del dipartimento immigrazione della Cgil padovana, sottolinea: "In provincia sono 5.433 le persone di origine extracomunitaria di età compresa tra i 50 e i 65 anni, mentre sono 898 gli over65. Quindi non è un problema che interessa pochi". (gig)
(17 gennaio 2010)




