Esposto della famiglia in vacanza a Bibione (Venezia) a cui gli albergatori hanno chiesto di far colazione e cenare in un orario diverso da quello degli altri clienti. L'assessore regionale Finozzi: "Necessaria una crescita culturale"

VENEZIA - Quella che doveva essere una vacanza di puro relax si è trasformata in un brutto ricordo per una famiglia bassanese ospite di un hotel di Bibione, località balneare in provincia di Venezia. Come un fulmine a ciel sereno, infatti, dall'albergo è arrivata la richiesta ai genitori di una bambina di 4 anni gravemente malata di far colazione e cenare in un orario diverso da quello degli altri clienti per non creare "disturbo" a causa delle reazioni fisiche della bimba. La vicenda risale all'inizio di luglio, ma è trapelata solo oggi, dopo che i malcapitati hanno deciso di inoltrare un esposto. E subito arriva il commento dell'assessore veneto al Turismo Marino Finozzi, che in una lettera aperta ribadisce che "il futuro del turismo è l'inclusione".
Secondo Finozzi, infatti, il Veneto punta a "un turismo aperto anche a quelle famiglie che hanno membri con esigenze speciali: bambini piccoli, anziani con difficoltà di deambulazione, persone con disabilità fisiche o intellettive più o meno gravi. Il nostro turismo vincerà la sfida della competitività solo se avrà la capacità di mettersi in gioco per far sì che queste persone non trovino barriere, né fisiche né culturali, per l'accesso alle nostre strutture". Non a caso la nuova legge sul turismo in corso di elaborazione prevede, all'articolo 59, che la regione intervenga "per favorire le iniziative di abbattimento delle barriere architettoniche" anche attraverso la concessione di contributi alle imprese del settore, "nella misura massima del 50% delle spese sostenute, intensità che può essere aumentata di 20 punti percentuali per gli aiuti concessi alle piccole e alle medie imprese". Inoltre, solo pochi giorni fa è stato siglato con il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani un protocollo che fa del Veneto il territorio pilota per la sperimentazione delle politiche europee in materia di turismo sostenibile.
"Credo che sia necessaria una crescita culturale importante da parte degli albergatori che ancora considerano le persone con esigenze speciali un disturbo per la vacanza dei clienti normodati - conclude Finozzi - e da parte di alcuni clienti che ancora ritengono una condizione necessaria per il proprio relax l'allontanare dai propri occhi il dolore e la sofferenza o anche solo la diversità. Sono convinto che la nostra industria turistica possa trarre un grande vantaggio nel dare, prima di altre, risposte in questo senso". (gig)
(30 luglio 2010)




