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Vittorio Veneto, al ‘Piccolo rifugio' si sperimenta l'aikido per persone disabili

Esperienza pionieristica in Italia. Iniziata a novembre scorso, si svolgerà fino a giugno presso la residenza per persone con disabilità. Sei donne si allenano ogni settimana

foto di gruppo


VITTORIO VENETO - Ogni mercoledì pomeriggio al ‘Piccolo rifugio' sei donne picchiano. E poi sferrano colpi, effettuano prese, piegano, s'allungano, esercitano i muscoli, s'inchinano, salutano.
E parlano un po' in giapponese. Accade dalle 17.45 alle 18.45 nel salone polifunzionale della struttura di Vittorio Veneto, residenza per persone con disabilità attiva da oltre cinquant'anni
Il mercoledì pomeriggio al Piccolo rifugio è il giorno dell'aikido: dal novembre scorso si svolge infatti una sperimentazione di questa arte marziale per persone con disabilità che, come dicono i promotori, è una novità assoluta. "Non risulta che ci siano altre esperienze simili in Veneto, e neppure in Italia", spiega Luca Gri, ventisettenne di Osigo (Tv), che ha ideato l'iniziativa.
L'aikido è un arte marziale giapponese che ha come obiettivo non la vittoria né tanto meno infliggere dolore all'avversario. Bensì, come indica lo stesso nome giapponese ai-ki-do, portare chi pratica "all'unione e all'armonia con l'energia vitale e lo spirito dell'universo".

Le donne disabili sono guidate da esperti e cinture nere di aikido come Sandro Lucagnano e Maddalena Neglia, atleti del Judo Aikido Vittorio Veneto. Hanno selezionato gli esercizi più adatti per le caratteristiche fisiche e le difficoltà di mobilità di ognuna: si va dai movimenti dolci per il riscaldamento allo stretching alle leve articolari per colpire, fino agli attacchi veri e propri, con tanto di caduta (dei maestri) sul tatami. Tutto svolto con serietà, spiegato con pazienza e dettaglio tecnico: "Fa' un movimento a cerchio", "Apriti di 90 gradi", "Esci di lato"; non è trascurato nemmeno l'inchino finale e i necessari rudimenti di terminologia giapponese.
Le donne del Piccolo rifugio hanno subito accolto con entusiasmo la proposta e attendono con entusiasmo ogni mercoledì.

Quale beneficio porta alle persone con disabilità, la pratica dell'aikido? "L'obiettivo - spiega l'aikidoista Gri, il terzo atleta coinvolto nell'esperienza - è lavorare sulla consapevolezza del corpo: l'aikido dà una migliore percezione del corpo nello spazio e aiuta la mente ad avere più controllo sul corpo stesso, quindi aiuta dal punto di vista psicofisico". Oltre a rappresentare un'ottima occasione per le ospiti per tonificare e rinforzare la muscolatura.
Gli allenamenti di aikido proseguiranno senz'altro almeno fino a giugno. E la compagine dei praticanti potrà eventualmente allargarsi agli ospiti uomini del Piccolo rifugio. Inoltre, non è da escludere che le donne aikidoiste del Rifugio partecipino ad un allenamento assieme ad altri loro colleghi, gli allievi di Gri e Lucagnano all'Aikido Vittorio Veneto.
Nel frattempo questa sperimentazione è stata portata all'attenzione della Fijlkam (Federazione italiana judo lotta karate arti marziali), in vista di un possibile riconoscimento ufficiale oppure di un'esportazione altrove di questo modello. Info ulteriori su www.piccolorifugio.it. (ep)