Nasce il progetto "SicuraMente", finanziato da Fondimpresa con un primo contributo di 100 mila euro. Trentaquattro le aziende che hanno già aderito, investendo risorse per la formazione e la prevenzione dei rischi sul luogo di lavoro

PERUGIA - Confindustria Umbria, sindacati e Fondimpresa insieme per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Nasce il progetto "SicuraMente", un nuovo strumento di formazione, assistenza e diffusione della cultura della sicurezza e della salute tra i lavoratori. Un contributo importante per la realizzazione del progetto è venuto da Obr Umbria (Organismo bilaterale per la formazione), articolazione territoriale di Fondimpresa, che ha messo sul piatto un primo contributo di 100mila euro per l'avvio dell'iniziativa. Sono già 34 le imprese che hanno aderito e che, attraverso il finanziamento di Fondimpresa, avvieranno attività di formazione interna e progetti mirati di prevenzione. Le risorse che il fondo distribuisce alle imprese sono costituite da una trattenuta dello 0,30 per cento sulla busta paga di ogni lavoratore del settore privato, delle aziende pubbliche e delle imprese che lavorano per i pubblici servizi. "Un vero circolo virtuoso tra aziende, lavoro e formazione, grazie ad una vera condivisione di obiettivi - come spiega Biagino dell'Omo, presidente di Obr - negli ultimi anni c'è stato un buono slancio di questo fondo interprofessionale che può contare dunque su risorse dedicate che non provengono dal pubblico".
Il progetto si muove secondo un assunto tanto vero quanto semplice: la sicurezza sui luoghi di lavoro conviene a tutti, ai lavoratori in primis ma anche alle aziende che dalla prevenzione e valutazione dei rischi ottengono vantaggi in termini di produttività e rendimento.
"La sicurezza - afferma Aurelio Forcignanò, direttore di Confindustria Perugia - è un tema particolarmente delicato verso il quale c'è massima attenzione e sensibilità da parte di tutti. Attraverso questo progetto articolato, frutto di una condivisione di obiettivi, si punta ad incidere su tutti i soggetti coinvolti, datori e lavoratori".
"In Italia - sottolinea Claudio Ricciarelli della Cisl - esiste una realtà normativa buona in ambito di sicurezza, ma siamo però un Paese che deve necessariamente diminuire gli infortuni sul lavoro. Bisogna quindi applicare le norme, cercando di attivare un processo partecipativo, divulgando in un contesto di economia globalizzata una cultura della sicurezza che possa incidere sui comportamenti". Il progetto prevede varie fasi attraverso attività di promozione, assistenza, informazione e formazione di base. La promozione, avviata nel settembre 2009, consiste in una diffusione e divulgazione di una cultura della gestione integrata della sicurezza basata sulla "proattività e non sull'adattività". Da questo mese di febbraio e fino a settembre 2010, parte la fase dell'assistenza, con l'obiettivo di stimolare tra i lavoratori, i datori di lavoro e le rappresentanze sindacali la capacità di osservare la realtà in cui si opera. A questo scopo saranno distribuite specifiche "check list" di autovalutazione sulla conoscenza della sicurezza in azienda, sui rischi reali e percepiti, sull'andamento infortunistico aziendale, sulle norme e le procedure, sui ruoli e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza.
Partirà invece a maggio l'attività di informazione e formazione rivolta ad almeno 500 persone tra datori di lavoro, lavoratori, responsabili del servizio prevenzione e protezione, dirigenti. "Il progetto rappresenta un salto di qualità- afferma Vasco Caiarelli, della segreteria regionale della Cgil - che nella situazione economica in cui ci troviamo pone in cima alle priorità la realizzazione di quei valori necessari per affrontare il tema della sicurezza. Nell'interesse di tutti". (mtm)
(1 marzo 2010)




