Ciclista fino al 1994, durante una corsa internazionale a tappe per dilettanti fu travolto da un'auto, riportando lesioni alla colonna vertebrale. Ora è un ciclista su sedia a ruote e nell'ultimo giro d'Italia ha scalato la tappa dello Stelvio: "Un messaggio per tutti i disabili"

PERUGIA - All'assessore allo sport della Regione Umbria l'impresa di Luca Panichi, il quale (dopo gli exploit del 2010 al Passo del Tonale e del 2011 al ghiacciaio del Grossglockner) ha scalato poche settimane fa gli ardui tornanti del Passo dello Stelvio arrivando acclamato in vetta sulla sua bicicletta speciale spinta a forza di braccia, ha ricordato Fausto Coppi e i valori del ciclismo di un tempo. "L'impresa di Luca - ha detto Fabrizio Bracco ricevendo l'atleta a Palazzo Donini, sede della Giunta regionale, per consegnargli un riconoscimento in una cerimonia cui hanno preso parte i rappresentanti del Coni e della Federazione ciclistica dell'Umbria - mi fa pensare all'epos del ciclismo delle origini, legato ai valori del sacrificio, dell'etica e dello sport inteso come esempio e strumento di emancipazione. L'attività di Luca - ha aggiunto - riveste grandi significati umani, etici e sportivi". Con una autentica passione per il ciclismo trasmessagli dal padre, Panichi è stato corridore fino al 1994, quando, durante il crono-prologo del Giro dell'Umbria, corsa a tappe internazionale per dilettanti, fu travolto lungo il percorso da un'auto che non avrebbe dovuto trovarsi lì, riportando lesioni alla colonna vertebrale che, da allora, lo costringono su una sedia a ruote. Una sedia a ruote che, ora, spinta a forza di braccia su percorsi ciclistici veri come quelli del Giro d'Italia, è diventata la sua bicicletta e il mezzo per esprimere un chiaro messaggio: quello - ha ripetuto Luca, che "il ciclista va sempre avanti, al di là di tutto, con l'entusiasmo di proseguire".
E solo poche settimane fa sul Passo dello Stelvio ha volto sfidare, come ormai si è proposto di fare dal 2009, una delle tappe del Giro d'Italia raggiungendo - in 16 km di cammino - i 2758 metri di altitudine: partito dal 36mo tornante dello Stelvio, dove le salite dei tornati si fanno più impervie, con la sua sedia a ruote speciale costruita a Treviso e con una straordinaria forza fisica e mentale Luca è partito alle 6.45 ed ha tagliato il traguardo alle 16 circa, arrivando un'ora e mezza prima dei corridori del Giro: gli applausi sono stati tutti per lui. L'impresa è visibile in questo video di YouTube.
Luca - che si è laureato in Scienze politiche, ha conseguito un master sulla Comunicazione e consulenza politica all'università Luiss di Roma e collabora a vari progetti di ricerca in ambito socio-politico - ha una chiara visione del suo impegno: "Non è un impegno agonistico - dice della sua attività -, non si tratta di prevalere o di vincere su qualcuno. Essere una persona vincente, in questo contesto, è un concetto sbagliato. Lo scopo è quello dare il massimo, superando le difficoltà, ascoltare se stessi e i propri limiti. Conta la disposizione, l'atteggiamento, non il risultato. E proprio questo - conclude Panichi - può rivestire un profondo significato d'inclusione sociale, un messaggio positivo per tutti i disabili". (ep)
(21 giugno 2012)






