La notizia viene riportata da Sara Trapani sul Corriere di Arezzo. Lui si chiama Wolgfang Fasser e aiuta adulti e bambini diversamente abili grazie alla musicoterapia. Nato in Svizzera, a Glaros, nel 1955, Wolfgang perde la vista a causa di una malattia

AREZZO - Si chiama Wolgfang Fasser, abita nel cuore del Casentino, tra Quorle e Becarino, nel comune di Poppi, e aiuta adulti e bambini diversamente abili grazie alla musicoterapia. Nato in Svizzera, a Glaros, nel 1955, Wolfgang perde la vista a causa di una malattia. Ma la cecità non gli impedisce di incontrare il mondo: fisioterapista e musicoterapeuta, ha studiato e lavorato in varie parti d'Europa, fino a vivere una lunga esperienza come volontario in uno degli Stati più poveri dell'Africa, il Lesotho. Da ormai vent'anni risiede in Toscana dove svolge varie attività aiutando persone con disagi fisici, psico-fisici e sociali. Da circa nove anni infatti Wolgfang porta avanati le iniziative del centro no profit di Musicoterapia "Il Trillo di Poppi". Attraverso il gioco, il movimento, il linguaggio della musica e il dialogo, il centro realizza servizi e azioni positive indirizzate soprattutto all'armonizzazione della crescita personale di soggetti portatori di handicap in modo da perseguire la migliore integrazione socio-culturale possibile, ma vuole anche favorire l'apertura, l'accoglienza e l'integrazione delle diversità così da prevenire o superare qualsiasi forma di discriminazione o emarginazione. Un lavoro importante che fino ad oggi ha aiutato bambini e adulti casentinesi diversamente abili in modo del tutto gratuito.
"Con la musicoterapia - dice Fasser - la persona può esprimere e percepire le proprie emozioni, mostrare, comunicare i propri sentimenti, i propri stati d'animo attraverso il linguaggio non verbale. La musica così permette al mondo esterno di entrare in comunicazione con la persona favorendo l'inizio di un processo di apertura". Oltre la Musicoterapia il Trillo offre inoltre camminate di ascolto nei boschi casentinesi per conoscere ogni aspetto della natura o ancora esercizi benefici e dolci attraverso la musica di Mozart. Wolgfang quindi in questi anni ha portato in Casentino tutto il suo sapere, una sapere che ha acquisito grazie ai tanti anni di studio e lavoro in Svizzera e ai viaggi in Africa dove ha appreso l'arte della musica grazie agli Sciamani indigeni. Un lavoro importante realizzato da una persona che attraverso il suo disagio fisico aiuta e accoglie ragazzi diversamente abili. (Il Corriere di Arezzo - Sara Trapani)
(10 febbraio 2010)




