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Disabilità, sfida o sfiga? A Prato botta e risposta con "Elio e le storie tese"

Esilarante incontro tra i Claudio Imprudente, disabile e storico collaboratore di SuperAbile.it., e la band più divertente d'Italia. "Qualsiasi sfiga può essere vista come una grande opportunità", dice Elio riferendosi alle sue sopracciglia. "La sfida rende la vita più avvincente", ribatte Imprudente

Elio e Claudio Imprudente sul palco

PRATO - Dietro ogni problema c'è sempre un'opportunità. Lo disse Galileo Galilei nel XVII secolo ed è stato il motto dell'incontro al teatro Politeama di Prato "Disabilità, sfiga o sfida", al quale sono intervenuti il celebre gruppo Elio e le storie tese e Claudio Imprudente, il disabile storico collaboratore di SuperAbile e presidente del Centro documentazione handicap. Dinanzi a una platea di quasi 500 studenti delle scuole superiori pratesi, la band di Elio e Imprudente hanno divertito e fatto riflettere orchestrando una serie di domande e risposte sul tema della disabilità. Il chitarrista di Elio, Davide Luca Civaschi, in arte Cesareo, anche lui disabile sin da piccolo, ha spiegato che all'inizio "la mia diversità ha costituito senza dubbio una sfiga ma poi si è trasformata in una sfida che ha avuto un grande successo". Anche Elio ha affermato, facendo ironicamente riferimento alle sue folte sopracciglia, che "qualsiasi cosa paventata come una sfiga può essere vista come una grande opportunità se saputa gestire con intelligenza e con la collaborazione e la relazione con persone intelligenti".

Stimolato dalle domande del giovane pubblico, Imprudente ha ricordato che ci sono tre regole da rispettare per abbattere i pregiudizi culturali nei confronti di una persona disabile: "abbassarsi al loro livello; toccare con mano la disabilità sporcandosi le mani; entrare in relazione alla pari con il disabile". Scrosciano gli applausi, i giovani recepiscono, ascoltano emozionati e commossi di fronte a un disabile che parla con gli occhi grazie all'aiuto di una lavagna con le lettere dell'alfabeto tradotta oralmente dalla sua accompagnatrice. Un disabile che, nonostante la sua drammatica situazione, non smette di ridere per un attimo, trasmette vitalità e infonde energia. Come lui ce ne sono tanti altri che, dopo il problema, hanno saputo cogliere le opportunità che si aprivano dinanzi loro. A questo proposito, Faso di Elio e le storie tese ricorda con particolare entusiasmo i suoi amici milanesi non vedenti che "incredibilmente riescono a giocare a baseball grazie ad una palla con dei sensori audio". "In Italia - ha aggiunto Faso - siamo molto indietro rispetto agli altri paesi europei: le persone disabili non godono di adeguati servizi".

Simbolico e provocatorio l'invito finale del componente della band Rocco Tanica: "Invito i sindaci delle città italiane a vivere un giorno all'anno da disabili. In questo modo potranno toccare con mano le loro difficoltà e realizzare una città a misura di tutti". "Una sfida - ha detto Imprudente in un'atmosfera densa di fraternità e commozione - rende la vita più avvincente, vale per me come per le sopracciglia di Elio. La sfida rende il gioco più interessante e divertente. Non dobbiamo accettare soltanto la sfida del disabile, ma quelle di tutte le persone che hanno qualcosa di diverso da raccontare. Per dobbiamo imparare a relazionare". L'iniziativa pratese fa parte della rassegna "Fiabe e Cioccolata" promossa dall'associazione "Il Geranio di Prato" in collaborazione con l'unità funzionale Salute mentale infanzia e adolescenza dell'Usl 4. (Jacopo Storni)

(12 febbraio 2009)