Dopo che il tribunale ha respinto il ricorso contro il comune, le associazioni di disabilità fiorentine promettono battaglia: "Siamo discriminati, faremo presente la questione al presidente della Repubblica"

FIRENZE - I cinque disabili di Firenze che nei giorni scorsi avevano fatto ricorso al Tar contro piazza Duomo pedonale escono sconfitti dal tribunale. Il giudice ha respinto ieri mattina il ricorso presentato contro il Comune di Firenze. I disabili avevano chiesto la sospensione della delibera con cui è stata attuata la pedonalizzazione dell'area intorno alla cattedrale fiorentina in quanto si sentono fortemente penalizzati e discriminati visto che sono impossibilitati a transitare all'interno della zona pedonale.
"La polizia municipale - spiega la disabile Patrizia Pepe, una delle ricorrenti - non ci permette di accedere in auto all'interno dell'area pedonale neppure esponendo il contrassegno di invalidità. L'unica alternativa è transitare nell'area senza l'ausilio di una vettura, ma è impossibile perché la pavimentazione è assolutamente inadeguata per le persone in carrozzina, costrette ad imprese eroiche pur di non perdere l'equilibrio". L'unica alternativa possibile, secondo i disabili, è la completa sistemazione della pavimentazione di Piazza Duomo, attualmente "inadeguata e pericolosa per il passaggio di una carrozzina".
Le associazioni di disabilità fiorentine non si danno per vinte e annunciano battaglia: "Adesso denunceremo la questione direttamente al presidente della Repubblica Napolitano - afferma Michele Cirrincione, uno dei cinque ricorrenti - Ci sentiamo fortemente discriminati rispetto agli altri cittadini". Per i disabili si tratta di una situazione ai limite della tollerabilità visto anche che, come dicono loro, "nell'area pedonale transitano quotidianamente taxi che accompagnano turisti agli alberghi, auto blu e camion per il carico e lo scarico delle merci". Secondo Pierluigi D'Antonio, avvocato dei ricorrenti, la delibera della pedonalizzazione del Duomo "viola le norme costituzionali e discrimina i cittadini disabili".
(29 gennaio 2010)





