SuperAbile

Toscana


SuperAbile regionale

Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili:


SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile


Interviste e personaggi

"Quartiere di Calcutta", la favelas di Firenze. C'è anche una donna disabile

Ai margini della periferia fiorentina sorge una vera e propria baraccopoli in mezzo a sterpaglie e rifiuti di amianto. Decine di immigrati vivono in condizioni disumane. Tra i "residenti" nella baraccopoli fiorentina c'è anche un'anziana rumena costretta su una sedia a rotelle dopo essere stata investita da un'auto

sedia a ruote in un vicolo

FIRENZE - Discarica abusiva, tempio dello spaccio e della prostituzione notturna, baraccopoli per immigrati disperati. E' tutto questo (e molto altro ancora) il cosiddetto "Quartiere di Calcutta", un terreno degradato di almeno due ettari ai margini della periferia fiorentina, in zona Novoli. Durante l'inverno qui vivono e sopravvivono in condizioni estreme e disumane almeno una ventina di extracomunitari. Nei periodi estivi i "residenti" salgono a quota 60. Non hanno il bagno, l'acqua, la corrente, il riscaldamento. Mangiano alla vicina sede della Caritas. La loro abitazione è un ammasso di lamiere, tendoni, coperte, compensato. I loro letti sono squallidi e sporchi materassi. Tutt'intorno una boscaglia fatiscente fatta di sterpaglie, rottami, barili e sostanze nocive, probabilmente anche amianto.

Il terreno appartiene all'imprenditore Nucci, attualmente proprietario anche di un grande albergo di Firenze. Il Sunia (Sindacato inquilini) di Firenze sta seguendo da vicino la vicenda e da qualche anno denuncia ripetutamente all'amministrazione comunale le gravi condizioni in cui versa la zona. Gli anni scorsi venne fatta una bonifica ambientale, ma poi tutto è tornato uguale, tra abbandono, sporcizia e degrado. "Rivolgiamo un appello accorato al neo sindaco Matteo Renzi - ha detto Simone Porzio del Sunia - per un intervento immediato per togliere dai tuguri questi esseri umani. Auspichiamo che favelas come queste cessino di esistere sul territorio fiorentino e italiano". Per il Sunia è assolutamente inspiegabile l'atteggiamento del proprietario del terreno, verso il quale dovrebbero essere presi seri provvedimenti legali.

Tra i vari immigrati che vivono in questo luogo, è particolarmente drammatica la storia di Olga, una signora rumena di 65 anni arrivata in Italia nel 2005 in cerca di lavoro. Venne assunta come baby sitter presso una coppia fiorentina dove ha lavorato in nero per due anni. Nel 2007 venne investita da una macchina ad alta velocità e fu costretta a smettere di lavorare. Riportò gravi lesioni e fratture che l'hanno tenuta ferma per oltre cento giorni. Ha subìto tre interventi chirurgici. Senza lavoro, i soldi cominciarono a scarseggiare. Dopo il lavoro, perse anche l'alloggio. Si affidò così ad uno studio legale per chiedere il risarcimento danni. Ancora oggi, i soldi non arrivano e Olga, costretta su una sedia a rotelle, è finita a vivere in questa zona degradata. Come se non bastasse viene abbandonata anche dall'avvocato visto che non riesce a pagare le spese legali. (js)

(31 ottobre 2009)