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Palermo, contro la dispersione scolastica funziona l'aiuto del tutor

Presentati i risultati del progetto "Ingrana la VII" della rete interistituzionale San Filippo Neri. Coinvolti 196 alunni di 7 scuole. Per 78 di loro realizzato un tutoraggio personalizzato: il 70% ammesso alla classe successiva

Ingrana la VII

PALERMO - I risultati del progetto "Ingrana la VII", finanziato dalla Fondazione per il Sud, sono stati presentati stamattina presso l'istituto comprensivo G. Falcone di Palermo. L'iniziativa è stata promossa dalla Rete Interistituzionale San Filippo Neri di cui fanno parte 30 istituzioni tra pubbliche e private e, fra queste le scuole del territorio, l'Ussm, il comune, l'Osservatorio per la dispersione scolastica l'associazione "Apriti Cuore onlus". Sono stati coinvolti 196 alunni di 7 scuole: per 78 di loro è stato realizzato un tutoraggio personalizzato da parte degli operatori delle associazioni. Dai risultati si evince un miglioramento degli apprendimenti di base e delle competenze relazionali di gran parte degli alunni, tali da consentire a circa il 70% di conseguire il successo scolastico attraverso l'ammissione alla classe successiva. Si tratta di un dato rilevante in quanto i 78 ragazzi tutorati erano tutti a forte rischio di dispersione scolastica e rappresentavano nell'universo scolastico la fascia di popolazione in assoluto più debole e a rischio di drop-out. Lo scopo del progetto è stato quello di ridurre il numero di giovani che abbandonano la scuola e che rischiano la marginalità sociale, a volte cadendo nel circuito dell'illegalità ed aumentando esponenzialmente i costi economici e sociali per tentarne il recupero.

Durante le fasi conclusive del progetto è stata somministrata una scheda di valutazione finale del gradimento delle azioni del progetto, compilata da 183 alunni coinvolti. La scheda prevedeva tre possibilità di risposta: "Poco"; "Abbastanza"; "Molto". Complessivamente la somma degli "abbastanza" e dei "molto" fa emergere un grado di soddisfazione pari all'83% degli intervistati. Sembra inoltre significativa la risposta: "Il tutor è stato disponibile a rispondere alle nostre domande". Infatti questa ha fatto registrare il 92,9 % di risposte positive. Il bisogno di ascolto, di avere una persona disponibile a rispondere e a farsi carico delle domande, è molto avvertito da parte di questi ragazzi. Un'ulteriore conferma della bontà complessiva del progetto emerge anche dalla risposta alla domanda finale : "Ti piacerebbe avere un tutor anche per il prossimo anno scolastico ?". Infatti il 91 % dei ragazzi ha dato una risposta positiva.

"La giornata di oggi è l'occasione per parlare di come si può operare in positivo anche in un territorio molto complesso - afferma Rosalba Salierno, direttore dell'Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni di Palermo - . Oggi parlare di cose positive è molto difficile perché siamo continuamente bombardati da notizie devastanti". "Ben vengano i progetti di questo tipo - afferma Maurizio Gentile, coordinatore dell'osservatorio regionale contro la dispersione scolastica - . Ricordiamoci però che c'è ancora molto da fare perché Palermo vanta il tasso di dispersione scolastica più alto d'Italia. Per questo dobbiamo dire con forza quanto è importante passare dai progetti a dei servizi che diano continuità a quanto realizzato. L'auspicio quindi è quello di lavorare affinché i progetti possano stare dentro dei servizi stabilmente presenti nel territorio".

"La scelta di agire su un territorio a rischio collima con la riflessione che lo svantaggio socio-culturale può influenzare a più livelli l'apprendimento: la didattica privilegia spesso un linguaggio verbale che rischia di essere un limite - dice Nicoletta Cucuzza, coordinatrice dell'associazione Apriti Cuore Onlus -; le difficoltà dell'alunno culturalmente svantaggiato sono spesso legate non solo alla mancanza di saperi pregressi ma anche a margini di attenzione ristretta, all'abitudine all'agito, ad un livello di aspirazione più basso connesso a storie passate di insuccessi, nonché a scarsa autostima, trascuratezza ed ansia. Il senso dell'intervento allora è da ricercare nella giusta attenzione educativa che meritano questi aspetti e nell'importanza che la relazione deve avere come risorsa didattica imprescindibile dal resto". (set)

(4 marzo 2010)