Nel capoluogo siciliano un gruppo di beneficiari del buono socio sanitario attendono in fila il loro turno. Ma senza successo. E dal Comune giurano di aver espletato tutte le procedure tutto per garantire gli assegni alle famiglie. Il racconto di Claudia Brunetto, su "La Repubblica"- Cronaca di Palermo

PALERMO - Ieri fin dalle prime luci dell'alba Giuseppa Cascino con il figlio di ventitré anni costretto sulla sedia a rotelle ha atteso trepidante l'apertura della Banca Nazionale del Lavoro di via Roma. "Volevo essere fra i primi a prendere il turno - dice la signora - è arrivato il numero del mandato di pagamento del bonus socio-sanitario e ci hanno detto che potevamo venire a ritirare i soldi". Con lei altre cento persone che dopo aver saputo che i soldi, invece, in banca non c'erano si sono accalcate all'ingresso della vicina ragioneria generale del Comune bloccando anche il traffico di via Roma fino all'intervento della polizia. "Mio figlio è epilettico - continua la Cascino - E anche per comprare le siringhe e fargli le iniezioni devo accumulare debiti su debiti. Sarà un Natale molto triste, mentre il nostro sindaco non si fa mai vedere e spende i soldi dei cittadini in altro modo. Qui poi fanno a scaricabarile giocando sulla buona fede della gente. La ragioneria generale ci manda in banca e la banca alla ragioneria».
Anche Andrea Saitta con la moglie invalida ha fatto sentire la sua voce: "Dovrebbero essere assegni semestrali - dice - ma non lo sono mai. Questo per esempio lo aspettiamo da settembre. Per noi è vitale. I nostri cari non sono autosufficienti e noi ci dedichiamo totalmente a loro. Senza aiuti economici non sappiamo come fare. Per essere qui sperando di ritirare finalmente i soldi ho dovuto trovare qualcuno che badasse a mia moglie". Elena Priolo, diabetica da molti anni, nell'attesa di sapere qualcosa del suo bonus si è sentita male: "Sono stata in piedi per ore - dice la signora -. Ci hanno detto di ritornare in questi giorni, altri ci hanno detto che per i soldi se ne parla a gennaio. Io non so più come fare. Non posso venire qui ogni mattina. Ma intanto non ho nessuno da mandare al mio posto".
Un figlio quasi trentenne con una disabilità del cento per cento è il pensiero costante di Emilia Viviano che con il bonus riesce a stento a coprire le spese di farmaci e visite mediche. "Mio marito è disoccupato - dice - E io dedico la vita a mio figlio. Per famiglie come la nostra il bonus rappresenta un piccolo spiraglio. Una boccata d'aria che ci fa illudere di essere persone normali. Nelle nostre case non c'è un clima di festa e i nostri problemi non sono certo i regali di Natale. Combattiamo giornalmente per avere il pane da mangiare e le medicine per mio figlio». Rosalia Fernandez, la foto della figlia la tiene stretta in una mano, come fosse un lasciapassare per ottenere i soldi del bonus. "La mia bambina ha tredici anni - dice la signora - e non avrà mai una vita normale. Non ci sente e ha un grave ritardo mentale. Per loro siamo soltanto dei numeri. Ma invece ognuno di noi ha una storia molto difficile alle spalle".
Dal canto suo il Comune sostiene di avere espletato tutto l'iter per garantire gli assegni a queste famiglie: "Abbiamo trasmesso in tempo - dice Stefano Santoro, assessore comunale alle Attività sociali - le determine alla ragioneria generale. E i mandati di pagamento per i buoni socio-sanitari sono stati regolarmente trasmessi alla tesoreria della Bnl. A questo punto lancio un appello ai responsabili della banca perché non deludano le esigenze dei cittadini che grazie al buono riescono ad affrontare situazioni di grave emergenza". Intanto, con la speranza che sia finalmente arrivato il gran giorno, i beneficiari del bonus socio-sanitario si ripresenteranno puntuali anche questa mattina davanti all'ingresso della Bnl di via Roma. (Claudia Brunetto, "La Repubblica"- Cronaca di Palermo).
(19 dicembre 2008)




