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Autismo, “un calvario rinnovare l’invalidità”: genitori contro l'Inps

L’associazione “L’autismo Parla” punta il dito contro le modalità: anche visite quadruple. A Inps e Asp dicono “i nostri figli meritano giustizia, basta con questo trattamento da carne da macello”

Madre e figlio

PALERMO - "Un calvario rinnovare l'invalidità": è la denuncia dell'associazione di genitori L'Autismo parla di Palermo. "Facciamo un appello alle forze sane della società, agli avvocati sensibili, ai sindacati affinché vigilino su tutto questo - si legge in una nota - e infine a tutti i genitori per sostenere la battaglia del comitato 'L'Autismo Parla' denunciando le loro storie. Ora basta, per i figli del silenzio urlano i genitori!". "I nostri figli ci hanno imposto di avviare una campagna in cui stiamo raccogliendo tutti i genitori che hanno vissuto questo calvario. Siamo già tantissimi, insieme faremo formale denuncia contro lo stato, l'Inps e l'Asp per violenze psicologiche su disabile e mancato rispetto dei diritti dei soggetti disabili". "Il calvario di una famiglia e del loro figlio invalido, non finisce nelle mazzette denunciate coraggiosamente da una mamma, a cui va tutta la nostra solidarietà - continua l'associazione -, il percorso da carne da macello dei nostri figli continua e inizia nella vergognosa procedura che tra inadempienze e vergognose incapacità, vede chiamare a visita i nostri figli in quattro luoghi diversi per ben quattro volte da quattro commissione diverse di Inps ed Asp".

L'associazione riporta il racconto del drammatica esperienza accaduta a una mamma di una bambina autistica. "Mia figlia è invalida, autismo, rientrante nelle patologie psichiche non guaribili, non curabili e irreversibili - dice il genitore -. Attualmente è una minore e ha il diritto, il diritto sacrosanto al riconoscimento dell'invalidità civile, dell'accompagnamento e della legge 104/92". "Preparo per la mia bambina di nove anni autistica, la documentazione di rito al fine di avviare la procedura, la invio per il tramite di un qualsiasi patronato, nel frattempo mia figlia resta senza il mensile dell'invalidità ed io sono costretta a dimezzare le terapie che pago privatamente - continua -. Vengo chiamata a visita dopo quattro o cinque mesi".

L'Asp convoca la bambina per invalidità civile e 104/92, precisando che sarà "in commissione integrata" (cioè in cui è presente sia Inps che Asp). "Entro quando viene il mio turno, esibisco tutta la documentazione, chiedo se in commissione c'è un medico ma trovo solo un impiegato che trascrive al computer la mia documentazione. Tra pianti e urla della mia piccola saluto e torno a casa". "Dopo otto mesi circa, mi scrive l'Inps, dicendomi che deve rivedere mia figlia nella sua sede perché la sua invalidità va verificata, nel frattempo scopro da questa lettera che hanno sdoppiato invalidità civile e legge 104, che concretamente significa che per la legge 104/92 mi dovranno chiamare per una visita a parte. Vado all'Inps, porto la mia bambina e porto anche il mio medico, perché i controlli sono giusti e se vogliono sapere di più lo faccio. Solito carnaio, solita trafila, arriva il nostro turno: in una stanzetta con due amministrativi, faccio presente che c'è il mio medico ma non ne tengono conto e prendono la copia di ciò che aveva già scritto la commissione esaminatrice di otto mesi prima".

"Trascorre un anno intero ma ancora non ricevo il verbale e la mia bambina è ancora senza pensione di invalidità e terapie. Vado all'Inps, mi faccio sentire e finalmente mi danno la copia del verbale, in cui ovviamente, le riconoscono l'invalida al 100% con accompagnamento, da rivedere a diciotto anni. Ovviamente questo calvario si è ripetuto identico per la 104/92, con l'aggravio che senza la 104 io non posso neppure assentarmi dal mio luogo di lavoro per prendermi cura della mia bambina disabile".

"Ci chiediamo da genitori, quali siano le vere motivazioni di tale via crucis - dice Rosi Pennino, responsabile dell'associazione ‘l'Autismo Parla' -, ce lo chiediamo mentre continuiamo a fare carte e procedure per il pass H, per l'esenzione, e per tutti gli altri ‘privilegi' di cui godono i nostri figli, ce lo chiediamo convinti che in controlli tutelino i nostri figli dai falsi invalidi, ma nel frattempo scopriamo che queste efficienti commissioni di Asp e Inps godono del pagamento di un'importante gettone di presenza elargito ai componenti, che ovviamente viene corrisposto in funzione del numero di commissioni che si fanno". (set)

(11 febbraio 2012)