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Sicilia, difficoltà di gestione al Centro educativo Alzheimer di Palermo

Il fondatore, Gaetano Lisciandra, denuncia l'assenza di rapporto con l'Asda, l'associazione che assiste i pazienti del Centro diurno. "La nostra associazione è stata completamente emarginata da tutto"

Alzheimer

PALERMO - Dallo scorso settembre l'associazione Asda, vincitrice dell'appalto relativo all'assistenza dei malati di Alzheimer del centro diurno, svolge la sua attività a favore di circa 30 utenti che si alternano in fasce orarie diverse della giornata. Da nove mesi, l'Asda, il dott. Gaetano Lisciandra, fondatore del Cea, il Centro educativo Alzheimer, è stato completamente isolato senza essere coinvolto in nessun tipo di attività. "Purtroppo mi accorgo che le cose non vanno secondo la nostra esperienza. La nostra associazione, dopo avere messo a disposizione tutte le attrezzature per il soggiorno e per la somministrazione dell'attività di terapia non farmacologica agli ospiti continua ad essere estromessa dallo svolgimento del programma dell'associazione Asda - si afferma Gaetano Lisciandra -. Come associazione abbiamo il diritto di sapere quanti ospiti ci sono, come vengono organizzate le attività, a chi viene consegnata la documentazione che accompagna il paziente, a che cosa è destinato il contributo che viene richiesto ai familiari degli ospiti, se l'Asda è autorizzata ad utilizzare il cucinino per i pasti". Inoltre, in una lettera che invierà alla direzione dell'Asp 6, il presidente Lisciandra chiede pure se "la sua associazione può ospitare nel centro diurno altri pazienti, fruendo di personale volontario e potenziando così l'attuale servizio svolto dall'Asda".

E' intanto dallo scorso marzo che il presidente del Cea ha chiesto di incontrare il presidente dell'Asda Pietro Scozzari al fine di sciogliere alcuni nodi che riguardano proprio il centro cercando di instaurare per quanto possibile un clima di serena collaborazione. "Gli interrogativi, finora insoluti che mi pongo sono tanti - continua Lisciandra -. Se succede qualcosa ai pazienti di chi è la responsabilità? Da una settimana la porta d'ingresso del centro rimane aperta perché si è rotta la serratura: chi dovrà ripararla? Le spese generali sono a carico dell'Asp ma a chi spetta farne richiesta?".

"L'associazione Asda come specificato dal bando è subentrata per rafforzare il servizio del centro ma non certo per prevaricare e oscurare tutto il lavoro che abbiamo fatto in passato. In questi mesi sono avvenuti cambiamenti organizzativi di cui nessuno mi ha messo a conoscenza - prosegue -. Quella che era, per esempio, una stanza dedicata alle terapie non farmacologiche di tipo individuale è stata di punto in bianco trasformata in infermeria e chiusa a chiave e le attrezzature di alto valore educativo che in questi anni utilizzavamo per i pazienti sono state relegate in un camerino".

"Auspichiamo certamente che tra l'Asda e il presidente Lisciandra non si alzino muri e i servizi si svolgano nel pieno interesse dei pazienti e in un pieno clima di collaborazione - sottolinea il responsabile dell'Unità di Valutazione Alzheimer dell'Asp6 Marcello Giordano -. Per quanto ci riguarda io e miei operatori periodicamente effettuiamo, nell'ambito del nostro ruolo di supervisori, dei sopraluoghi all'interno del centro relativi proprio all'andamento generale dei servizi che finora crediamo che si siano svolti regolarmente. Qualsiasi problema dovesse insorgere siamo disponili comunque a discuterlo". (Serena Termini)

(18 giugno 2012)