Come si evince dal Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes, i gruppi nazionali immigrati in Italia hanno una loro spiccata vocazione territoriale.
Ad esempio, nel Friuli Venezia Giulia i cittadini dei paesi dell'ex Jugoslavia costituiscono quasi un quarto del totale (per la vicinanza geografica); gli ecuadoriani sono un quinto degli stranieri nella Liguria (per i rapporti di quella regione con l'America Latina); i filippini e i polacchi sono molto ben rappresentati nel Lazio, specialmente a Roma, che abbisogna di numerosi collaboratori e collaboratrici presso le famiglie ed esercita anche una particolare attrazione come centro del cattolicesimo.
Secondo l'apposita indagine dell'ISTAT, nel 2006 la forza lavoro straniera ammonta a 1.475.000 persone per quasi i due terzi concentrati nel Nord, per un quarto nel Centro e per circa il 10% nel Sud.
Le presenze per lavoro e per ricongiungimento familiare (92,1% del totale) esercitano congiuntamente un peso molto elevato.
La prevalenza di questi motivi sottolinea quanto siano diffusi i progetti migratori a lungo termine - probabilmente per lo più a carattere definitivo - tra la popolazione immigrata.
Solo una volta raggiunta un'accettabile stabilità socio-economica è possibile portare a compimento questo tipo di progettualità realizzando, ad esempio, la costruzione o l'acquisto di una casa, la formazione o la ricomposizione del nucleo familiare, l'impegno educativo nei confronti dei figli.
Il percorso di mediazione culturale di SuperAbile comincia a partire dai dati statistici, prendendo in considerazione la differente caratterizzazione del fenomeno migratorio nelle singole Regioni (sia per il numero di stranieri presenti in relazione all'ampiezza del territorio e/o alla densità di popolazione; sia per le diverse etnie e nazionalità presenti in alcune Regioni piuttosto che in altre; sia per i diversi confronti/conflitti culturali possibili e/o già in atto tra popolazioni di singole Regioni e specifiche etnie e nazionalità).
Il percorso di mediazione culturale di SuperAbile è il tentativo di portare un contributo sull'animazione socio-culturale sulla scorta dell'esperienza maturata sulla disabilità e sul disagio, attraverso la partecipazione alla rete territoriale esistente nelle singole Regioni, attraverso la ricerca ed il contatto costante e reciproco con le Associazioni di rappresentanza delle principali etnie e nazionalità straniere presenti; la collaborazione e lo scambio con le Associazioni di volontariato, i Sindacati, gli Uffici della Pubblica Amministrazione e le Sedi INAIL.
Attraverso l'animazione periodica sui territori regionali; uno spazio specifico sul Portale dedicato a percorsi demo-etno-antropologici all'interno delle tradizioni regionali, in un confronto serrato con riti e miti delle etnie presenti sul territorio regionale, alla ricerca di sintesi proficue alla convivenza civile e alla condivisione territoriale di bisogni, problemi, sogni e aspettative.
La mediazione culturale proposta dal Contact Center Integrato SuperAbile vuole essere (come già avviene sui temi della disabilità, con e nei confronti degli utenti con disabilità) ricerca di continuità nelle situazioni dissimili, cercando fra esse un collegamento senza cancellare le reciprocità specifiche.
La mediazione valorizzerà le diversità, creando un rapporto produttivo, in cui non si semplifica la realtà, ma se ne riconoscono i contrasti, in una attività che insegni ad unificarsi nel rispetto delle reciproche differenze.




